C’è sempre da studiare, capire e poi mettere in pratica gli insegnamenti dello sport fatto da persone con disabilità. Così al Panathlon Charlie Cremonte, presidente di Asad e Sportivamente, ha allargato la nuova frontiera da scoprire dopo che a Biella questo tipo di sensibilità nacque tantissimi anni, prima grazie a Paola Magliola, e poi con l’avvento delle società che ancora oggi si occupano di far praticare una disciplina a questi ragazzi.
«Inserire e comprendere all’interno di un tutto - ha detto Cremonte - il processo per l’inclusione che vuole ora lo sport praticato assieme e non più solo per, come si è fatto per tanto tempo». Poi la testimonianza di atleti e mamme e papà. Andrea Spezzano triatleta che gareggia anche sotto le bandiere di Iron Biella ricorda come: «Dopo aver fatto solo i Play the games è stato bellissimo andare ai campionati di Torino perché tutto è tornato alla normalità». Cioè la normalità sono gli allenamenti, le trasferte, le gare, come per tutti gli sportivi. Debora Ambrosini, che spera di poter andare a ciaspolare questo inverno sulla neve, spiega: «L’importante è conoscere nuove persone che come me vogliono divertirsi».
Prima la sua concretezza, «il mio obiettivo è trovare un lavoro», poi ancora un pensiero sulla bellezza dello sport. «Fare nuoto mi ha aiutato a vincere le mie paure e mi ha insegnato a realizzare i miei sogni».






