La sconfitta al Pozzo contro l'Accademia Borgomanero nel primo turno di play off del 15 maggio è stato l'epilogo di una stagione difficile per la Biellese, che era partita per vincere il proprio girone dell'Eccellenza piemontese.
“Il terzo posto in campionato – commenta il presidente Rossetto - è il migliore piazzamento degli ultimi dodici anni. Abbiamo conosciuto un calo importante nel girone di ritorno. Quando il centroavanti Varvelli ha deciso di andare via, pensavamo di averlo rimpiazzato con una punta di valore: così non è stato ed il sostituto si è rivelato assolutamente non adeguato. Questo fa parte della vita”.
Stagione difficile perchè, da fine andata in poi nelle partite casalinghe c'è stata una costante contestazione nei confronti di mister Alberto Rizzo, poi dimessosi ad inizio maggio. “Quanto all'ambiente – dichiara Rossetto - Biella ha quello che si merita. Passare 90 minuti in cui il tuo allenatore, su cui riponi fiducia, viene sistematicamente insultato in modo beduino e gratuito non è utile. Il tifo e la polemica fanno parte del calcio, quando perdi cerchi il colpevole, ma il colpevole non era Rizzo perchè contro l'Accademia Borgomanero Rizzo non era in panchina”.
Quanto alla prossima stagione, Luca Rossetto sta riflettendo sul continuare: “Devo capire se continuare a metterci molto denaro mio come comprovabile, perchè in questi anni ho sentito gente pretendere, dire di fare delle cose di cui non c'è traccia nei libri della società. Mettere molto denaro mio, subire oltraggi ed insulti in continuazione, ed assistere all'indifferenza della città. La Biellese è un pezzo importante della città, è un movimento che coinvolge centinaia di persone, e questa è la parte bella. Devo capire le mie motivazioni, che sicuramente non sono gli articoli sulla stampa locale o costruirmi una visibilità attraverso la Biellese”.
La Biellese 2022-2023, con Rossetto presidente, non chiederà il ripescaggio in D. “Credo che che sarebbe un errore. – afferma il presidente - Costruire il successo sportivo di alcuni colori, di una città, va fatto partendo dalle fondamenta. Noi non abbiano ancora le fondamenta organizzative che, aldilà di quello sportivo, è il vero mancato risultato che dobbiamo registrare”.





