I riti del calcio, si sa, sono sacri e nella perenne querelle che lega al Dio del pallone i tifosi delle squadre più gettonate d’Italia (Milan, Inter, Juve in rigoroso ordine di classifica momentanea) pretendono sempre nuovi divi da applaudire e da osannare. E così dopo il bagno di folla per Zanetti e la buona prova di Pioli, è toccato a Marchisio scaldare il tifo a tinte bianconere che sta all’ombra del Mucrone. Ma dopo il doppio appuntamento sotto le stelle consumato ai piedi del Battistero, è il ben più austero Teatro Sociale a fare da sfondo alla chiacchierata sportiva.
L’inizio è da performance teatrale con l’assessore Gaggino a svolgere il ruolo di Federico Buffa nel rileggere alcune pagine del libro il Terzo Tempo del Principino. Poi sono Alciato e Marchisio a prendersi il palcoscenico. Ne nasce una chiacchierata molto soft, ma è nello stile dei due personaggi dietro al microfono, in cui la vita del numero 8 bianconero è passata al setaccio tra episodi, racconti, aneddoti fra cui quello famoso che ha ritratto Claudio Marchisio nell’insolita veste di scavezzacollo (come qualsiasi giovane della sua età) che si presenta all’allenamento mattutino dopo aver consumato pochissime ore di sonno, agghindato da festa, alla Continassa.
Si sprecano gli applausi e anche qualche ovazione, anche se l’attenzione di tutti è rivolta allo Stadium dove nella stracittadina la Juve gioca, e male, incassando la rete per il definitivo pareggio da parte del Gallo Belotti, non proprio di buon auspicio per la serata. Marchisio si porta a casa la maglia della Biellese e il classico cesto di prelibatezze biellesi, oltre all’assalto finale per le consuete firme sul libro o su reperti d’antan della sua gloria bianconera.
Il suo ricordo più bello: quattro reti in un derby nei Pulcini, e dal pubblico qualcuno solleva ad alta voce il dubbio se forse non sarebbe stata meglio la sua garra in campo nel derby di questa giornata. Ma non c’è tempo per distrarsi: la banda Allegri è attesa dal Villareal, mentre al Sociale, fra un mese, sarà il turno di Massimo Ambrosini, gran centrale di sbattimento, come recitava lui con Diego Abatantuono in Eccezzziunale veramente 2. Ecco forse in quell’occasione il Sociale sarà il palcoscenico ideale




















