La sacra legge della libertà di opinione domina sui social e si porta dietro il bello e il brutto di un mondo che a tutti i costi deve esprimere dei giudizi. Normalmente non affido i miei commenti pubblicamente ma mi sembra doveroso fare delle precisazioni oggettive sulla neve programmata delle piste di Bielmonte, definito “accanimento terapeutico”.
Annate come questa, prive di neve, sono successe molte volte e ne potrei elencare almeno dieci, ma non è questo il punto. Il primo aspetto, da rimarcare ancora una volta, è il contesto in cui sta la parola “programmata”. La neve programmata è la semplice unione di acqua e aria, non ci sono aggiunte chimiche, e a primavera sarà acqua per i nostri corsi ed irrigazioni. Il laghetto dal quale si attingono le risorse idriche è incastonato in un ambiente, come succede anche altrove, che lo porta ad essere un attrattore turistico dove passare una bellissima giornata in montagna in un solarium privilegiato durante la stagione estiva.
La risposta a chi critica queste due “lingue di neve” è quella di sabato, serata compresa, e domenica, fatta di tantissime persone, bambini e adulti che si sono divertiti all’aria aperta, hanno goduto di quelle “strisce di neve”, hanno segnato il tutto esaurito e garantiscono sin da inizio dicembre un’economia invernale che altrimenti sarebbe stata compromessa come, purtroppo, nelle stagioni che abbiamo vissuto senza poter programmare l’innevamento. In una società che, in questo momento, registra problemi di socializzazione, comportamentali e scarsa conoscenza della natura ritengo che una giornata passata all’aria aperta sulla neve sciando o semplicemente divertendosi in compagnia valga cento volte di più rispetto alla permanenza davanti ad un televisore, ai videogiochi, all’ozio o al bighellonare senza meta.
Anche lo stesso Ivano Corvi, durante la sua visita di sabato sera, si è complimentato per lo stato delle piste e ci ha confidato di ritenerle in ottimo stato rispetto a quelle di Cortina. Viva la montagna!





