Trent’anni di carcere per Said Mechaquat, autore dell’omicidio di Stefano Leo, il ragazzo di 33 anni ucciso con una coltellata alla gola nel febbraio 2019 mentre percorreva a piedi i Murazzi.
Stamattina la Corte d’Assise d’Appello di Torino ha confermato la sentenza di primo grado, respingendo le richieste della difesa di disporre una nuova perizia psichiatrica e riconoscere all’assassino, che si era costituito un mese dopo l’omicidio, le attenuanti generiche.
“La nostra richiesta di giustizia è stata accolta, anche se poi rimane la tragedia che sappiamo”, ha commentato Mariagrazia Chiri, madre della vittima, che ha poi aggiunto: “Era quello che speravamo, abbiamo avuto conferma che la giustizia ha fatto il corso che doveva fare”.
Deluso Basilio Foti, che assiste Said. “In uno Stato di diritto è la giustizia che prevede le attenuanti. In questa storia c’è un prima terrificante e un dopo in cui Said è stato corretto e si è costituito, bisognava tenere conto. Fosse stato sano di testa - ha concluso il legale - Said avrebbe superato il momento e sarebbe ripartito in un’altra città, invece ha deciso di andare dai carabinieri”.





