Difficoltà: MC/MC, Dislivello: 250 mt. circa, Distanza: Km 30 A/R
Un altro bel giro ad anello che partendo da Cavaglià ti porta ad esplorare le alture e le rive del lago di Viverone.
Questo facile percorso dai panorami che ti sorprendono in ogni stagione è adatto a MTB, E-Bike, Gravel e si snoda tra curatissimi vigneti e coltivazioni di Kiwi, squisito frutto esotico che in questa zona lacustre dal clima equilibrato ha trovato l’ambiente congeniale alla sua produzione.
Si prosegue sino a Morzano, frazione di Roppolo custode di un piccolo sito religioso cristiano-cattolico dalla grande croce visibile anche da lontano sia di giorno che di notte in quanto ben illuminata.
Sempre su sterrato si arriva poi a Veneria e da qui, dopo aver superato il Santuario di San’Antonio Abate, medievale ospizio per i pellegrini che si recavano a Roma, si prosegue verso la zona delle palafitte, sito archeologico del lago di Viverone e Patrimonio dell’Umanità dal 2011. Qui, a pochi metri sotto il livello dell’acqua, sono stati rinvenuti i resti di migliaia di pali che sostenevano un grande villaggio palafitticolo.
Fa un certo effetto visitare quest’area risalente all’Età del Bronzo: un balzo nel neolitico con modernissime biciclette.
Proseguendo su facili sterrati e sempre immersi nella natura, si arriva ad una torre di avvistamento degli uccelli, vero eden per i birdwatchers in quanto il lago è tappa importante durante le migrazioni e anche luogo di svernamento e nidificazione di uccelli acquatici. Per questo è stato riconosciuto come “Zona di Protezione Speciale per l’Avifauna”.
Da qui, superato il Lido di Anzasco e pedalando nella Serra, una morena di origine glaciale che da lontano rivela un profilo perfettamente lineare da sembrare tracciato da un pittore paesaggista, si raggiungono i ruderi del “Gesiùn”, ovvero ciò che resta della chiesa romanica dedicata, forse, a di San Pietro di Livione e fatta risalire tra la fine del X e la metà dell’XI secolo.
Da qui si prosegue sulla Via Francigena, un cammino di fede che da Canterbury (Regno Unito) portava i pellegrini a Roma già prima dell’anno mille e superati i comuni di Viverone e Roppolo, si rientra a Cavaglià su un facile sterrato.














