Si parla tanto di “promozione turistica” del Biellese, di “smart working” e di servizi erogati via Internet grazie alla “fibra” ma … ci sono luoghi, in questo Biellese, dove già disporre di un “doppino telefonico” funzionante è un sogno!
Succede a Orbello, l'ultima frazione dell’ultimo paese del Biellese prima della Provincia di Vercelli: una sorta di enclave biellese nel territorio della Provincia di Vercelli da quando Roasio ha deciso di non far parte della Provincia di Biella.
Qui, dove vivono un cinquantina di Biellesi, da lunedì 21 giugno navigare in internet è diventato impossibile e telefonare (se non si dispone di un cellulare e tanta pazienza) è un optional.
“Col nubifragio di lunedì pomeriggio si è rotto qualcosa in mezzo al bosco” spiegano i fortunati che sono riusciti a parlare con un operatore Telecom; perché, se non si è cliente Telecom ma di altro operatore (e quindi non si dispone di un numero Telecom), o cade la linea o si viene automaticamente passati a un “operatore virtuale”; perché il 187 sarà anche “a disposizione 7 giorni su 7” ma lì sono sempre tutti molto impegnati.
Intanto sono passati dieci giorni e qualsiasi intervento è di là da venire. Tant’è che, ai pur pazienti abitanti di Orbello (“La fibra? Qui persino l’ADSL è un mito! A Orbello basta un temporale e la linea va via per giorni se non settimane”), cominciano a saltare i nervi. “Oggi mio marito è quasi “venuto a parole” con il tecnico Telecom … sono arrivati, hanno dato un’occhiata, tolto un po’ di rami e sono andati via. Quando verrà ripristinata la linea? Non si sa!”.
Avrebbe dovuto essere tutto risolto per il 28 od il 29 giugno ma all’inizio di luglio nulla è ancora stato fatto: il cavo che da Corticella, che è frazione di Roasio, arriva a Orbello, che è frazione di Villa del Bosco, è sempre lì, a penzoloni, sul tetto di un rustico che si trova a pochi metri dall’abitato. Non occorre avventurarsi nei boschi né inerpicarsi chissà dove: lo si vede a occhio nudo dalle ultime case della frazione, in un punto in cui, francamente, sembra che basti una scala per rimettere tutto a posto. E invece no, dieci giorni dopo è ancora tutto come prima.
“L’unica soluzione” raccontano due ragazzi che passeggiano per strada “è quella di passare a una connessione wireless (cioè senza cavi) ma bisogna vedere se è possibile!” Si perché: o si ha la fortuna di vedere, magari dal tetto della propria abitazione, un ripetitore; oppure niente, il collegamento non è attivabile, a prescindere dall’operatore.
Quindi niente internet e, in molti casi, niente telefono. E chissenefrega se col telefono ci lavori o se qualcuno in casa potrebbe aver bisogno di aiuto!
Secondo Telecom, sentita ieri, giovedì 1 luglio, “ci vorranno giorni per ripararlo e, al momento, non riusciamo a dare una data per la soluzione”. Risposta confermata dal mio ticket del numero Telecom su cui c'è il mio wifi: “18 GIORNI SENZA TELEFONO E LINEA INTERNET”. E nessuna certezza sulla data del ripristino.
C'È DA TIRARE SU UN FILO! 52 persone senza telefono e internet per 18 giorni perché Telecom non ha un operaio da mandare a tirar su un filo? Telecom lo DEVE fare per legge".
"Telecom è l'operatore dominante in quanto proprietaria dell’ultimo miglio, la tratta di cavo che connette le centrali telefoniche agli utenti finali. In materia di rapporti tra l’operatore dominante e i singoli operatori alternativi, è il primo, quale titolare esclusivo del potere di intervenire per la risoluzione dei guasti verificatisi sull'“ultimo miglio”, a dover ripristinare il servizio in caso di guasto, non avendo l’operatore alternativo accesso alcuno all’ultimo tratto di collegamento tra le centraline e l’utenza domestica. Se Telecom non interviene, anche se, ribadisco per legge è tenuta a farlo, la linea non funziona".








