"Sono stato eletto per lavorare, non per fare il politico". Parla amareggiato il presidente della Fondazione Funivie di Oropa Gionata Pirali, in merito alla vicenda che vede coinvolti l'ente che presiede e la ditta biellese Sinflex con il titolare Luca Lovero.
Tutto sarebbe partito dalla decisione di Pirali di concludere prima del previsto la campagna pubblicitaria dell'azienda Sinflex per sostituirla a quella di un nuovo sponsor, Biella Collezioni, che secondo quanto dichiarato dal presidente delle Funivie "ha garantito il suo impegno nel versamento di una cifra risultata doppia rispetto a quanto incassavamo prima. È stata una scelta presa per il bene della Fondazione, per necessità di nuovi fondi e comunque dopo la risposta negativa di Sinflex alla nostra richiesta di aumentare la cifra donata".
Pirali precisa: "Nessun contratto legava l'ente all'azienda, c'era soltanto una fattura elettronica emessa a luglio 2020 e che sarebbe scaduta il prossimo 30 giugno. Dato che il pagamento avveniva mensilmente, ho inviato una nota di credito all'imprenditore Lovero per informarlo che da questo mese la sponsorizzazione sarebbe stata sostituita e che quindi non c'era bisogno che pagasse i mesi restanti".
Un'azione che al titolare della Sinflex sembra non sia piaciuta, dato che i giorni seguenti lo stesso ha fatto inviare da un avvocato una lettera in cui chiedeva spiegazioni per quanto accaduto.
"Nessun contratto regolava questo rapporto" spiega ancora Pirali. Ma la vicenda ha radici ben più profonde: le prime incomprensioni tra il presidente e l'imprenditore sono arrivate qualche mese fa all'inizio del mandato di Pirali, quando lo stesso aveva chiesto al presidente uscente Andrea Pollono di metterlo in contatto con Lovero, per conoscerlo di persona. "Secondo quanto mi ha riferito Pollono - spiega il presidente in carica - l'imprenditore mi ringraziava e mi faceva sapere che avrebbe mantenuto il suo impegno ma che non voleva esporsi né conoscermi perché mi associava alla politica. Infine, mi è stato riferito che per comunicare con lui avrei dovuto rivolgermi a Pollono, che ci avrebbe fatto da tramite.
In merito alla questione politica posso dire che non sono iscritto a nessun partito e che sono stato eletto dal sindaco (come lo è stato Andrea Pollono) per lavorare per la Fondazione e non per occuparmi di politica. Credo di aver lavorato e di continuare a lavorare in modo corretto: ora voglio andare a fondo e sapere tutta la verità su questa storia. In conclusione, alla luce delle dichiarazioni di Lovero ci sono solo due opzioni: o non si ricorda come sono andati i fatti oppure chi ci ha fatto da tramite sinora non ha riportato né a me e né a lui le nostre volontà".
Affermazioni, quelle di Pirali, dovute al fatto che le versioni dei fatti risultano discordanti. A confermarlo è l'imprenditore di Sinflex Luca Lovero, che spiega: "L'accordo tra la mia azienda e la Fondazione Funivie c'era. Avevo preso accordi con Pollono quando era presidente e, come tutte le campagne pubblicitarie di questo genere, anche la nostra sarebbe durata un anno, con scadenza al 30 giugno". Com'era stato d'altronde per i due anni precedenti, in cui Lovero ha continuato a pagare nonostante gli impianti fermi a causa della pandemia.

A raccontarlo l'ex presidente Pollono: "Quando a giugno 2020 mi sono sentito con Lovero per chiedergli se aveva voglia di continuare con la sponsorizzazione e se voleva essere rimborsato per i primi mesi di lockdown in cui gli impianti sono stati fermi, mi ha risposto che era proprio quello il momento giusto per aiutare la Fondazione e che non gli interessava della pubblicità ma solo di sostenere il territorio. Ringrazio Lovero perché in questi anni ha dato tantissimo e ha continuato a pagare un servizio che di fatto non c'è sempre stato: è un atto di grande responsabilità da parte di un'industria che sostiene il territorio".
L'imprenditore della Sinflex ha infatti continuato a pagare la cifra pattuita anche durante l'attuale lockdown, che vede gli impianti chiusi da novembre, fino alla scorsa settimana, quando ha ricevuto la nota di credito da Pirali. "Anche i nostri legali hanno detto che la fattura è considerata un contratto in questo caso - spiega ancora Lovero -. Per quanto riguarda il rapporto tra me e l'attuale presidente posso dire che anche con Pollono all'inizio è stato così: era l'artista Paolo Barichello a farci da tramite, poi con il tempo ci siamo conosciuti e quando la presidenza è cambiata ho continuato a mantenerlo come referente, anche perché gli accordi erano stati presi con lui. In ogni caso, non voglio che diventi una questione personale: per me continua la volontà di sostenere il territorio".
Conclude Pollono: "Il documento che regola i rapporti tra la Fondazione Funivie e la ditta Sinflex è una fattura emessa sotto la mia presidenza, che garantiva uno spazio pubblicitario di affissione fino al 30 giugno 2021, con pagamento mensile adatto a pagare i costi fissi di gestione della Fondazione. Non ho fatto contratti per non vincolare le Funivie oltre il termine di acquisto e di vendita, regolati da fattura elettronica emessa lo scorso luglio. Ringrazio Lovero per tutto il suo operato e non entro nel merito del suo confronto con Pirali: al momento c'è un coinvolgimento legale in atto, ma la cosa più importante è che la questione venga risolta tra loro senza penalizzare le Funivie".
Forse non c'è stato il tempo tecnico di parlarsi o probabilmente i malintesi sono dovuti a un errore di comunicazione. Resta il fatto che ora la vicenda è nelle mani degli avvocati, che faranno luce su quanto accaduto. Fondazione e azienda sono comunque d'accordo su un punto fondamentale: non perdere di vista l'obiettivo comune di sostenere il territorio.






