COSTUME E SOCIETÀ - 13 settembre 2020, 07:50

Lingua sarda in poesia tra sacralità, musica e danza

Martedì 29 settembre 2020, alle 21:00 ora italiana, ore 16:00 dall’altra parte dell’oceano - Appuntamento linguistico intercontinentale tra Biella e La Plata (Argentina)

Lingua sarda in poesia tra sacralità, musica e danza

Scritta in endecasillabi alternati a versi settenari, la poesia “Tres passos/tre passi”, opera di Nicola Loi di Ortueri (Nuoro), è stata appositamente composta per il Laboratorio Linguistico “Eya, emmo, sì: là dove il sì suona, s’emmo e s’eya cantant”, per imparare a leggere e scrivere in lingua materna contemporanea.

Verrà presentata martedì 29 settembre in collegamento transoceanico tra Su Nuraghe di Biella e il Circolo Sardo Antonio Segni di La Plata (Argentina).

Nella tradizione orale, ancora molto attiva in Sardegna, alla lirica in generale, e a questa in particolare, ben si addice il sinonimo “canto”, in quanto la poesia sarda è sempre cantata. In questo preciso caso, la metrica è “a passu ‘e tres” (a tre passi) o “a sa seria” (in modo serio), modalità melodica alla quale corrispondono altrettanti passi di danza. Forma e contenuto risultano, quindi, essere funzionali a specifici elementi coreutici, con rimando - secondo certi studi - a espressioni di sacralità insiti nei saltelli ascensionali - dalla terra verso il cielo - propri di questi balli. “Ballu seriu”, per esempio, è detto “su passu torradu”, composto di soli endecasillabi. Qui, ai minuscoli saltelli è associato anche il tremolio ritmato del busto che, pur rimanendo rigido, produce con la schiena particolari vibrazioni.

Nei versi, il contenuto spazia tra diverse immagini immerse nel paesaggio, nella cultura e nell’immaginario sardo a carattere didascalico-propedeutico, governato dalla cima della montagna più alta della “terra del vento”: il Gennargentu.

Comunicato Stampa Su Nuraghe - bi.me.

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