ATTUALITÀ - 03 aprile 2020, 14:27

Coronavirus, sanificazione e distribuzione di mascherine a 6.800 famiglie di Cossato FOTO VIDEO

Stamattina iniziate le operazioni di disinfezione aree a rischio. Sindaco Moggio: "Protezioni? Speriamo di partire in questo fine settimana. Passeremo casa per casa lasciando una busta nella buca delle lettere".

Foto Studio Fighera - Vigili del Fuoco

Foto Studio Fighera - Vigili del Fuoco

Sanificazione delle aree più a rischio e consegna delle mascherine a 6.800 famiglie ordinate dall'amministrazione Moggio a una ditta biellese e distribuite dalla Protezione Civile e da volontari. A Cossato stamattina è iniziata la sanificazione mirata a luoghi specifici, i più a rischio contagio. Stiamo parlando dell'area mercatale, davanti al municipio, in piazza della chiesa e in tutte le zone maggiormente frequentate oltre alle panchine dislocate nella città. "Ringrazio i volontari dei Vigili del Fuoco distaccamento di Cossato -commenta il sindaco Enrico Moggio- per la preziosa collaborazione. Questo lavoro verrà sicuramente ripetuto in futuro ma nella speranza che questa emergenza termini il prima possibile". Queste le zone della città sanificate dai Vigili del Fuoco di Cossato: Mercato coperto, piazza Angiono, via don Bertola, piazza Chiesa, piazza Perotti, via Repubblica, stazione, piazza Tempia, fontana via Milano, piazza Pace, via Mercato, via Trento.

Intanto questo fine settimana dovrebbe segnare la partenza della distribuzione delle 15 mila mascherine ordinate dal comune all'azienda biellese del triverese. In attesa sono 6.800 famiglie alle quali gli operatori della Protezione civile supportati da molti altri volontari provvederanno a recapitarle nelle buche delle lettere. Si tratta di mascherine chiuse in una busta di plastica, preventivamente. "Ne consegneremo una per ogni abitante tranne i nuclei più numerosi -conclude il sindaco-. Ovvero dalle tre unità in su ne forniremo tre. Mi raccomando di stare attenti a non aprire a nessuno perchè gli addetti hanno la sola disposizione di metterle nelle buche delle lettere e non venire in casa". 

Fulvio Feraboli

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