POLITICA - 19 febbraio 2020, 15:57

Elena Chiorino: "Intenzione di un professore per il 18 politico? Se confermata, sarebbe gravissima"

Intervento dell'assessore regionale al diritto allo studio universitario sugli ultimi fatti avvenuti all'università di Torino.

L'assessore regionale Elena Chiorino durante la visita all'Istituto Bona di Biella

L'assessore regionale Elena Chiorino durante la visita all'Istituto Bona di Biella

"Apprendo da alcuni media che all’Università degli Studi di Torino un professore avrebbe intenzione di concedere il «18 politico» agli studenti che stavano sostenendo l’esame al Campus Einaudi durante i tafferugli dello scorso venerdì. Si tratta di una circostanza che, se confermata, assumerebbe connotati gravissimi. Massima solidarietà quindi al Siulp (il sindacato degli Agenti di Polizia che, spesso nel disprezzo di certi facinorosi, rischiano la loro incolumità per garantire il diritto allo studio all'interno dell'Università) che ha lamentato questo episodio. Allo stesso tempo chiedo, sempre se la circostanza fosse confermata, al Rettore, Stefano Geuna, di prendere nettamente le distanze da scelte di questo tipo che riportano alla mente anni bui che speravamo fossero ormai finti nel cassetto dei ricordi dei fallimenti del ’68".

Non usa mezzi termini l’assessore regionale all’Diritto allo Studio Universitario, che ha chiesto nei giorni scorsi un incontro al Rettore stesso per fare il punto su molti aspetti da approfondire. "A cominciare dalla sicurezza dei ragazzi, che non può essere minacciata da pochi, ma agguerriti facinorosi, che tentano, con la violenza, di imbavagliare chi non la pensa come loro, tirando in ballo ragioni superate dalla storia e contestando non solo i contenuti dell’avversario - cosa che rientrerebbe nella normale e corretta dialettica - , ma addirittura provando a negargli l’agibilità politica in Ateneo".

"Per questa ragione - continua l’assessore - sostengo la proposta di chi, come il presidente di Edisu, Sciretti, ha suggerito di revocare o non concedere le borse di studio agli studenti, di qualsiasi associazione, forza politica o partito, che si rendano protagonisti di episodi di violenza all’interno dell’Università, che è e deve rimanere un luogo di cultura, sapere, studio, pluralismo e confronto".

"Anziché preoccuparsi di far firmare presunti 'atti di fede' da parte degli studenti, l'Ateneo dovrebbe pensare a garantire davvero la sicurezza, che fa parte del diritto allo studio, ed evitare che le aule e le strutture vengano sistematicamente danneggiate dai violenti".

L’assessore regionale all’Diritto allo Studio Universitario annuncia che l’incontro con il Rettore sarà anche occasione per confrontarsi su come garantire le borse di studio inserendo criteri meritocratici più efficaci che non possono prescindere dal rispetto della legalità. "Sto portando avanti un confronto a 360 gradi su questo tema - conclude - e ritengo fondamentale sentire le posizioni e le idee del Rettore per poter individuare soluzioni che tutelino il sacrosanto diritto allo studio premiando allo stesso tempo il merito".

comunicato f.f.

SU