Arriva il derby, un prima-contro-seconda che nessuno avrebbe pronosticato all'inizio della stagione. Uno scontro fra due squadre costruite con obiettivi diversi ma che stanno dando eguali risultati.
Da una parte la Torino di patron Sardara, intervenuto per salvare i gialloblù dopo i Forni-disastri ben noti anche dalle nostre parti. Una società con un obiettivo ben chiaro in testa: la promozione in serie A.
Dall'altra parte, la Biella dei giovani, rifondata nel roster e nello spirito ad inizio stagione per la quale tutto ha funzionato a meraviglia nel girone di andata.
Due società con filosofie diverse ad ogni livello, con budget diversi e bacini di utenza di proporzioni assai differenti. Differenze azzerate da una classifica che testimonia quanto risultati paragonabili, nel basket, possano essere raggiunti con percorsi e presupposti molto differenti.
Qui Biella
Già dalla sirena del match contro Capo di Domenica scorsa la mente era orientata verso questo match. Il terzo incrocio fra le due squadre, 2-0 Torino fra Supercoppa e prima di campionato, vale il primato in classifica e l'ideale emersione come realtà cestistica "Regina" del Piemonte. Senza scomodare i fasti Sabaudi del capoluogo, Torino ha tutto l'interesse e la pressione di far sua la contesa, e per affermare la sua superiorità, e per conquistare una testa della classifica che fino ad ora ha potuto solo assaggiare e mai gustare a pieno.
Biella dal canto suo è pronta ed in fiducia. Nella presentazione del match i co-capitani Lombardi e Saccaggi hanno definito l'ambiente "carico" e pronto alla sfida.
A livello tattico molto lo faranno le sfide fra gli americani delle rispettive squadre. Il duo Pinkins-Marks è, numeri alla mano, il migliore del campionato per rendimento e impatto, ma Torino non ne è dipendente grazie ad un roster profondo e con punti nelle mani fra i vari Toscano, Traini ed il figlio d'arte Alibegovic.
Se Biella riuscisse difensivamente ad imporre la "legge del Forum", Torino potrebbe trovarsi in difficoltà. Diverso sarà se i rossoblù concederanno le posizioni chiave in campo - su tutte il post basso che Torino utilizza come nessun altro in campionato - allora saranno dolori.
Qui Torino
Il peso di avere un solo risultato a disposizione: la vittoria, il vantaggio di avere un arsenale in grado di fornire una soluzione diversa davanti ad ogni difficoltà.
Non è una corazzata senza punti deboli, certo, ma rappresenta la squadra con il roster più completo nel girone Ovest. Molto passerà, come detto, da chi riuscirà ad imporre il proprio ritmo e si prospetta una battaglia sportiva interessante ed emozionante in cui le chiavi di lettura saranno molte: l'esperienza contro l'incoscenza, il gioco veloce contro quello più pensato, la grande città che cerca di tornare ai fasti di un tempo contro il piccolo centro ribollente di passione e tradizione cestistica. Si prospetta una sfida al limite del romantico.
La storia
Paolo Galbiati, coach Biellese, è l'ex di giornata.
In grado di vantare una Coppa Italia nel palmares, conquistata proprio con i gialloblù nel 2018, si è sempre trovato capo-allenatore dei Torinesi da subentrante: nell'anno della coppa dopo Luca Banchi e Charlie Recalcati, e l'anno scorso succedendo alla leggenda Larry Brown.
Si trova a sfidare il proprio passato, che ha peccato di scarsa fiducia nei suoi confronti non riconoscendo le qualità di un allenatore che sta dimostrando quando valga sulla panchina dei rossoblù. Aspettiamo di vedere se lo sport, renderà giustizia al coach di Vimercate.




