ATTUALITÀ - 01 giugno 2019, 07:00

Stop alla "cannabis light". Amisano dello store Amsterdam Biella: "Manca chiarezza"

"La nostra casa madre ci ha consigliato di non vendere questi prodotti fino a che la corte di cassazione non depositerà le motivazioni della sentenza".

cannabis

Edoardo Amisano durante l'inaugurazione del Cannabis Store

Tempi duri per negozi specializzati e semplici tabaccai: è reato vendere nei growshop cannabis light con thc fino a 0,6 per cento. Lo stabiliscono le Sezioni unite penali della Cassazione con l’informazione provvisoria 15/2019, che mette fine a un contrasto di giurisprudenza, dando così uno stop alla vendita della 'cannabis light'. Ma sentendo i commercianti ci sono delle incongruenze macroscopiche e intanto "stanno bloccando tutto senza sapere l'effettiva veridicità degli effetti reali". Ma se di effetti vogliamo parlare secondo i commercianti ne esiste solo uno: il caos non indifferente.  

"Vorremo capire anche noi -commenta Edoardo Amisano uno dei titolari di Cannabis Store Amsterdam Biella-. Si sta dibattendo in tutta Italia sul fatto che la sentenza afferma che le sostanze derivate dalla cannabis sono illegali alla vendita, a meno che non venga dimostrato che non abbiano l'effetto drogante. Il problema è che nessuno stabilisce una soglia di riferimento. Non ci sono leggi ma solo sentenze della cassazione che dichiarano la soglia allo 0,6 per cento".  

Per rendere l'idea la legge non vieta ai commercianti di vendere i prodotti ai minorenni, "noi -precisa Amisano- per questione di etica abbiamo sempre deciso di non proporli. L'assurdo è che se lo facessimo saremmo nella legalità". Attività di commercio a rischio chiusura ma, a quanto sembra, senza un'esatta indicazione. "Abbiamo analisi di laboratorio che tutti i prodotti in vendita sono sotto lo 0,5 per cento e quindi con effetto non drogante -continua ancora il commerciante-. La nostra casa madre ci ha consigliato di non vendere questi prodotti fino a che la corte di cassazione non depositerà le motivazioni della sentenza".

Una situazione paradossale. "Noi siamo schierati con la parte che non sta vendendo -conclude Edoardo Amisano-.  Ma non è così in tutta Italia. Sta andando a discrezione. Perchè manca la chiarezza. E' anche vero che una grossa fetta di vendita l'abbiamo bloccata e proprio oggi è venuta in negozio una persona che ha pianto perchè non abbiamo potuto venderle il prodotto che utilizzava per farla stare meglio, in rapporto ad una patologia importante". In definitiva sono state rilasciate licenze, sono stati fatti investimenti e chi vendeva questi prodotti era del tutto certo che fossero assolutamente leciti. Ma adesso sono bloccati. E rischiano di abbassare le saracinesche per sempre. 

Fulvio Feraboli

SU