Secondo successo consecutivo per Stefano Velatta all’Ultramaratona sulla sabbia, organizzata domenica a San Benedetto del Tronto nelle Marche: il biellese ancora una volta ha dominato la corsa, abbassando anche di circa 10 minuti il tempo rispetto al 2018. Dietro al portacolori dell’Atletica Paratico, che ha tagliato il traguardo in 3h13’32” un altro biellese: si tratta di Massimo Sinigaglia del Gabbi Bologna arrivato col tempo di 3h39’10”. Decisamente particolare il percorso: 7 giri di poco più di 7 chilometri, per un totale di 50 chilometri, completamente sul bagnasciuga in riva al mare Adriatico. "Correre sulla sabbia ha una difficoltà e un fascino particolare -dice Stefano Velatta-. Quest’anno è stata più dura perché si sprofondava di più, ma rimane una gara bellissima: per chi come me vive in zone di montagna, correre al mare ha un fascino particolare. E poi c’è l’amicizia che mi lega a Francesco Capecci, che organizza questo evento in modo impeccabile". L’inizio di stagione dell’ultramaratoneta biellese è stato esaltante: primo a Crevalcore, primo a Bagnacavallo e primo a San Benedetto. Un “triplete” che è di buon auspicio ma che lo fa comunque rimanere con i piedi per terra: "Tutto è in funzione della mia partecipazione al Passatore: mi sto allenando duramente, ancor più che negli anni scorsi, in settimana corro 200 chilometri, sono in forma, ma nulla è scontato quando si parla del Passatore".
Il biellese ha poi parole di elogio per l’amico Massimo Sinigaglia: "Ci tenevo facesse questa esperienza perché la considero assolutamente importante in vista del suo obiettivo stagionale. E son contentissimo per il suo risultato". Sinigaglia, da parte sua, è la felicità fatta persona: alla vigilia non era certo un candidato al podio assoluto e ottenerlo a 49 anni in una gara di questo livello è sicuramente un grandissimo risultato.
"Insperato, sofferto, ma guadagnato con una prova intelligente: mi sono tornate utilissime le indicazioni fornitemi da Stefano, perché una gara così strana non l’avevo mai fatta. All’inizio, oltre a lui, un paio di atleti sono andati via, ma ho avuto pazienza di aspettare e giro dopo giro con un ritmo costante li ho recuperati e staccati. Correre sulla sabbia mi è sicuramente servito in ottica futura: ho in testa l’ultramaratona Milano-Sanremo (285 chilometri a fine aprile, ndr) e questa è tutta esperienza". Per entrambi i runner è arrivato anche il personale sulla distanza dei 50 chilometri che vale molto, moltissimo, visto il tipo di percorso.





