CRONACA - 06 gennaio 2019, 07:30

Il 2018 della Polfer piemontese, quasi 100mila persone controllate

polfer polizia ferroviaria

Foto di repertorio

Quello appena concluso è stato un anno impegnativo per la Polizia Ferroviaria di Piemonte e Valle d’Aosta, che ha visto i propri Agenti costantemente impiegati in attività di vigilanza e controllo sia negli ordinari servizi istituzionali che in quelli di carattere straordinario, organizzati di iniziativa o su  specifici input ministeriali diramati dal Servizio Polizia Ferroviaria di Roma. I dispositivi di monitoraggio e controllo hanno interessato le stazioni di entrambe le regioni, sia le principali che gli scali minori  privi di presidi permanenti, attraverso l’invio mirato sul posto di operatori, e sono stati estesi anche a bordo treno con l’impiego del personale di scorta appositamente qualificato.

I risultati conseguiti parlano di sicurezza: durante tutto il 2018, gli operatori del Compartimento hanno controllato e identificato complessivamente 99.438 persone, di cui 32.178 straniere e 4.253 minori. Del totale, 38.107 sono gli identificati a bordo treno. Le persone arrestate sono state 44,  mentre quelle indagate a piede libero 727. Più di 4mila i veicoli controllati lungo il perimetro delle stazioni e nei piazzali antistanti, con 595 violazioni al Codice della Strada contestate. Nello specifico sono state sequestrate 35 armi, di cui  27 da taglio e 8 improprie; tra lo stupefacente sequestrato, nel corso dei quotidiani servizi di controllo ai pendolari, specie ragazzi e giovani, oltre 4 kg di marijuana  e decine di pezzi di droga sintetica.

L’impiego del personale del Compartimento di Polizia Ferroviaria per il Piemonte e la Valle d’Aosta si è altresì articolato in 12.662 servizi di vigilanza nelle stazioni F.S. con pattuglie in uniforme appiedate e, negli scali maggiori del capoluogo torinese, a bordo di mezzi elettrici Polfer che consentono di vigilare meglio i luoghi più isolati; nei 1.125 servizi antiborseggio in abiti civili, effettuati sia negli scali ferroviari che a bordo treno; in 618 pattuglioni straordinari, tra cui numerosi servizi preventivi di bonifica negli scali, realizzati anche con l’ausilio del Reparto Mobile e di Unità Cinofile antisabotaggio e antidroga posti a disposizione dalla Questura di Torino, oltre che del Reparto Prevenzione Crimine posto a disposizione dalle Questure del territorio, in attuazione di pianificazioni strategiche condivise, che garantiscono continuità dei servizi tra stazione e quartiere/i limitrofi.

Oggettivamente apprezzabile la diminuzione dei delitti consumati in ambito ferroviario, che sono stati 693, contro 848 del 2017, 1114 del 2016 e 1112 del 2015. Anche l’attività contravvenzionale per violazione del Regolamento di Polizia Ferroviaria ha registrato risultati importanti; i relativi servizi, mirati al contrasto di comportamenti illeciti in ambito ferroviario, primi fra tutti gli indebiti attraversamenti di binari e passaggi a livello che risultano ancora essere tra le cause principali di investimenti mortali, nonché l’occupazione abusiva di carrozze in disuso, hanno consentito l’elevazione di ben 392 sanzioni.

All’attività di prevenzione e repressione, si è affiancata quella più strettamente formativa e di prossimità. Alla necessità ed urgenza formativa in materia di sicurezza ferroviaria, la Polfer ha risposto nel 2018 divulgando nelle scuole progetti di sicurezza ferroviaria, in un’opera di responsabilizzazione dei ragazzi che va a sostegno delle famiglie e delle agenzie educative per eccellenza.

Importanti anche le presenze coordinate dalle Questure alla campagna di sensibilizzazione “Questo non è amore”, che ha Biella ha avuto luogo al centro commerciale Gli Orsi.

La Polfer, che per storia, tradizione e cultura porta nel suo DNA in primis la polizia di prossimità, non ha lesinato energie riguardo a vicinanza e contatto con persone particolarmente vulnerabili, quali minori, anziani, persone malate, confuse, o comunque in difficoltà intercettate sia nelle stazioni che a bordo treno; solo per citare un dato, nel 2018 sono state rintracciate 66 persone denunciate scomparse, di cui 47 minori che si erano allontanate dalle proprie abitazioni, da centri di accoglienza o comunità.

Tra i servizi legati al territorio biellese, la Polfer di Santhià ricorda l’anziana donna che si era allontanata dal Belletti Bona e che era stata rintracciata in stazione a Santhià a maggio. Non sono mancate indagini di largo respiro che, iniziate tempo addietro, hanno trovato la loro conclusione nell’anno appena terminato.

Significativi i risultati di polizia giudiziaria raggiunti, all’esito di puntuali e impegnative indagini svolte sui responsabili di intimidazioni e danneggiamenti a bordo treno, se non di interruzioni di pubblico servizio. Anche la microcriminalità in ambito ferroviario è stata contrastata dal pronto intervento delle pattuglie Polfer, impegnate anche a sensibilizzare gli utenti. In questi casi è importante l’immediata segnalazione al Capotreno che interessa la Polfer in via di emergenza o al NUE 112 consentono l’attivazione di Polfer o delle forze di polizia territoriali.

Un prezioso contributo all’attività operativa è stato assicurato anche nel 2018 dal processo di innovazione tecnologica e formazione avviato dal Servizio Polizia Ferroviaria con l’implementazione delle dotazioni della Sala Operativa Compartimentale, l’assegnazione alle pattuglie di palmari di servizio geolocalizzati, collegati alle banche dati ministeriali e di sistemi di rilevazione impronte presso gli uffici Polfer, che hanno consentito di intensificare i controlli alle persone nella massima speditezza e di migliorare le comunicazioni di emergenza con i Capitreno. Ampliati anche da FS gli impianti di videosorveglianza di ultima generazione, collegati h24 alla Sala Operativa.

L’evento del 2018 che ha segnato in modo indelebile la memoria professionale di ogni operatore Polfer intervenuto, è e rimarrà il disastro ferroviario di Caluso, nella notte tra il 23 e il 24 maggio, dove personale della Specialità: insieme alla Questura, ai Carabinieri, agli enti di soccorso sanitario e tecnico, ha gestito le delicate fasi di soccorso ai 25 feriti e assistenza alle famiglie delle due vittime, il macchinista di Trenitalia e un cittadino rumeno addetto alla scorta del trasporto eccezionale su strada;  insieme a RFI ha gestito la complessa messa in sicurezza dell’infrastruttura ferroviaria e dei convogli;  coordinato dalla Procura di Ivrea, insieme alla Polizia Stradale, ha avviato gli accertamenti tecnici specialistici, proseguiti nei giorni e settimane successivi, per stabilire la dinamica dell’incidente, ruoli e ambiti di responsabilità; per dieci giorni ha presidiato continuativamente la zona a custodia del passaggio a livello, dell’area e dei mezzi sottoposti a sequestro dalla A.G., per preservare l’integrità delle fonti di prova.

Prosegue, invece, la vicinanza ai familiari del macchinista così come ai familiari delle tante giovani vite terminate prematuramente sui binari nel 2018, familiari che la Polfer ha incontrato nei momenti più dolorosi, cui rimane legata da un fil rouge che dà senso alla funzione di sicurezza ferroviaria,  aiutando vittime e soccorritori insieme.

Redazione B.

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