Con il suo libro ha voluto "ridargli dignità". Perchè David Rossi non era solo il responsabile della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena e non ci si poteva ricordare solo del suo tragico epilogo. Così Carolina Orlandi ha deciso di far vivere il David di tutti i giorni attraverso "Se tu potessi vedermi ora", edito da Mondadori, in cui la venticinquenne ricostruisce la vicenda della morte sospetta del marito della madre, Antonella Tognazzi. Ieri, 7 maggio, la giovane è giunta a Biella per un evento della rassegna #fuoriluogo mostrando un desiderio mai sopito: la ricerca della verità. Perchè a distanza di cinque anni da quel 6 marzo 2013, ci sono ancora tante domande che cercano risposte. Nonostante l'inchiesta sulla caduta di Rossi, precipitato dal suo ufficio durante lo scandalo in cui era coinvolto l'istituto di credito, sia stata chiusa due volte la famiglia non si è mai arresa. Grazie a numerosi servizi della trasmissione televisiva Le Iene, il caso è stato clamorosamente riaperto: troppe incongruenze e contraddizioni in una vicenda avvolta nel mistero.
Proprio questi motivi hanno spinto Carolina a scrivere: "Volevo dare una dimensione umana alla vicenda - ha spiegato a Newsbiella - anche perchè ci troviamo davanti a un paradosso. Così ho voluto che le persone vedessero cosa c'era dentro casa, aprendo le porte della nostra vita, parlando di un David poco conosciuto che amava i suoi cari, affinché le persone che sanno cosa è successo quella sera siano spronate a parlare, a dire la verità. Ci accusano di barattare la vita di prima a quella di oggi, mi hanno sorpreso le cattiverie che sono state dette. Ma, per fortuna, la gran parte della gente che ho incontrato ci ha sostenuto. Le Iene ci hanno aiutato per far conoscere l'altra parte della storia che sarebbe dovuta finire nelle aule dei tribunali. Forse resterà un caso irrisolto ma non demordo. David non è morto come hanno voluto farci credere".
Il video della caduta lascia tanti dubbi: "Si vedono una serie di elementi, dai fari posteriori di un'auto proiettati sulla via mentre la macchina non si riesce a vedere, all'uomo ancora senza identità che entra nel vicolo qualche minuto dopo con il telefonino in mano senza prestargli soccorso. Poi l'orologio che cade più tardi e qualcuno che ha risposto alla telefonata che ho fatto al cellulare di David. Ci sono errori imperdonabili, non sono mai state visionate le riprese delle telecamere di sorveglianza, i tabulati delle celle telefoniche e la salma non è mai stata posta sotto sequestro. E poi le ferite non compatibili con la caduta. Ora rivedere quelle immagini è difficile e mi provoca ulteriore dolore. Siamo convinti che ci siano persone che gli hanno fatto del male e che a Siena qualcosa si debba muovere. Cerchiamo ancora risposte".
Emerge poi un altro lato di David Rossi: "Era discreto ma anche fragile. Lo riconoscevo da piccola perchè dipingeva e sapevo che era un giornalista. Il suo 'ti voglio bene' era lasciarmi qualcosa di scritto o regalarmi un libro. Di lui mi mancano i consigli sulla lettura, ma grazie alla libreria che abbiamo in casa riesco in qualche modo a comunicare con lui, con i suoi appunti, le sue frasi lasciate come promemoria. Mi sembra di averlo ancora qui".
Per "sfogare" la rabbia, Carolina Orlandi ha voluto raccontare la sua storia: "Mi sento investita da un mandato e raccontando la mia storia mi sono avvicinata ad episodi simili come quelli di Ilaria Cucchi e Angela Manca, sorella e madre di due vittime ancora alla ricerca di giustizia". I libri nel suo futuro?: "Mai dire mai. Ma scrivere mi è servito ed è stata una gestazione meravigliosa".











