ATTUALITÀ - 24 ottobre 2017, 11:35

Condanna a morte del Dottor Djalali, l'appello dell'assessore Saitta: "Chiediamo la revoca della sentenza e la scarcerazione"

Condanna a morte del Dottor Djalali, l'appello dell'assessore Saitta: "Chiediamo la revoca della sentenza e la scarcerazione"

“Sollecito i ministeri degli Esteri e della Salute e l’Unione europea a intervenire presso le autorità iraniane per bloccare la condanna a morte del dottor Djalali”. E’ l’appello dell’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta alla notizia della condanna a morte di Ahmadreza Djalali, il medico iraniano di 45 anni che dall’aprile del 2016 si trova nel carcere di Evin, a Teheran, con l’accusa di essere una spia.

 

“Il dottor Djajali ha lavorato a lungo in Piemonte, oltre che in altri paesi occidentali, ed è un professionista stimato da tutti i colleghi. Questa vicenda ci addolora profondamente: chiediamo l’immediata revoca della condanna e la sua scarcerazione” aggiunge l’assessore Saitta, riprendendo la battaglia di civiltà portata avanti dall’Università del Piemonte Orientale, dai medici e dai ricercatori.

 

Il dottor Djalali ha lavorato per quattro anni a Novara, all’Università del Piemonte Orientale, come ricercatore capo al Crimedim, il Centro di ricerca in medicina di emergenza e delle catastrofi, e ha collaborato all’estero per anni con ricercatori italiani, israeliani, svedesi, americani e del Medio Oriente. E’ sposato e ha due bambini che vivono in Svezia con la madre, ma periodicamente si recava in Iran: nel corso dell’ultima visita è stato arrestato dalle autorità di Teheran con l’accusa di collaborare con governi nemici.

c.s. Regione Piemonte - c.c.

SU