Dieci vaccinazioni obbligatorie per l'ingresso a nido, asilo, elementari, medie e biennio del liceo, da zero a sedici anni nell'anno scolastico 2017-2018, hanno creato notevoli malumori in molte famiglie, anche nel Biellese. In provincia è nato il gruppo "Libertà di cura Biella" che su Facebook conta un notevole seguito e che, nella pratica quotidiana, vive di riflessioni e discussioni sul decreto vaccini diventato legge a fine luglio.
Mamme e papà contrari all'obbligo e preoccupati dalle possibili conseguenze sui propri figli come spiegano a Newsbiella alcune rappresentanti dello "stato operativo" del gruppo che ha organizzato, il 14 luglio scorso, una fiaccolata in città a cui hanno partecipato 700 persone. Tra loro le responsabili Daniela Casaccio, Francesca Beretta ed Elisa Beltempo.
"La proposta del ministro Lorenzin è sembrata eccessiva - spiegano - in un periodo dove non vi sono epidemie. Così si presuppone un carico eccessivo per i bambini più piccoli. Lo Stato impone programmi vaccinali uguali per tutti senza concedere un'informazione completa, in particolare sulle possibili conseguenze e sulle gravi reazioni avverse. Dieci vaccini entro i due anni di età sono troppi, anche per i bimbi più piccoli di cui molti genitori non conoscono eventuali allergie o intolleranze". Un recente viaggio in Spagna ha confermato alcuni dubbi: "Parlando con personale sanitario, amici e conoscenti, c'era uno stato di incredulità, lì non c'è obbligo vaccinale perchè hanno una visione diversa dalla nostra".
Sarà un anno di transizione, viste le novità in corso d'opera, ma nel frattempo le rappresentanti di "Libertà di Cura Biella" incontreranno i sindaci biellesi, alcuni dei quali si sono già detti contrari all'obbligo: "La prossima settimana spiegheremo le nostre ragioni - affermano - intanto continueremo ad organizzare incontri sul tema perchè, a nostro avviso, non c'è trasparenza".





