Cossato e Cossatese - 28 agosto 2017, 13:30

Lessona: Arci Castello intitolato allo storico presidente Arturo Bianchetto FOTOGALLERY

Lessona: Arci Castello intitolato allo storico presidente Arturo Bianchetto FOTOGALLERY

Una storia lunga quasi cento anni, quella dell'Arci Castello di Lessona. Tramandata dai tanti avventori che dal 1920 ad oggi hanno frequentato quei locali. Da ieri, domenica 27 agosto, il Circolo è intitolato allo storico presidente Arturo Bianchetto Buccia "per l'impegno profuso negli anni della sua presidenza affinché questo Circolo potesse essere sempre attivo a favore della cittadinanza", come recita la targa scoperta dal sindaco di Lessona, Chiara Comoglio.

Come anticipato, la nascita del Circolo risale al 1920 quando a ritrovarsi, per svago (ma non solo), in quei locali erano i contadini della frazione Castello, tutti simpatizzanti, se non iscritti, al partito socialista. Il fardello della militanza politica, però, non era gradito alla proprietà, la famiglia Sella, che decise di vendere smembrando i terreni. A quel punto, i frazionisti decisero di unire le loro forze per farsi carico dell'acquisto: 70mila lire di allora erano una cifra davvero importante. Sull'atto notarile compaiono i nomi dell'allora primo cittadino di Lessona, Enrico Monti, e quelli di altri cinque frazionisti, Pacifico Clerico, Natale Cappa Zenna, Albino Rovere, Giovanni Monti e Lorenzo Bianchetto.

La proprietà viene suddivisa in lotti e il Circolo rimane ai contadini. L'anno successivo, il '21, viene organizzata una grande festa per celebrare l'acquisizione dello stabile. Alla manifestazione partecipa talmente tanta gente che le strade di frazione Castello tracimano di umanità.

Poi arriva il fascismo. Il "covo" dei socialisti non può certo rimanere lì, ad alimentare il dissenso e la protesta, per cui il Circolo viene confiscato. Nel '45, al termine delle ostilità, lo stabile passa all'Amministrazione dell'asilo ed qui che comincia la storia di Arturo Bianchetto Buccia. Prima come amministratore, poi fino al 1979 come presidente. Dopo la guerra, gli echi di ideali ormai tramontati e la somma di antiche ruggini portano alcuni ex repubblichini ad osteggiare l'attività positiva e propositiva di Arturo Bianchetto, arrivando addirittura ad appiccare un incendio nel salone del Circolo. Con gli anni la situazione non migliora: c'è sempre qualcuno che cerca di mettere i bastoni tra le ruote e di farlo chiudere. Viene aperto un bar nella stessa piazza in modo che non si possa sostenere la tesi che il Circolo sia l'unico bar della frazione, ma per tutta risposta, il presidente Bianchetto e i suoi collaboratori s'inventano il bocciodromo. Questine chiusa, il Circolo non si tocca, resta aperto!

Oggi lo stabile che ospita il Circolo Arci Castello è passato in mano pubblica, è di proprietà del Comune e continua a svolgere la sua antica "missione". Nei mesi scorsi l'Amministrazione ha stanziato i fondi necessari al rifacimento del tetto, mentre i cinque figli di Arturo Bianchetto Buccia (su proposta di Leandro, che ancora lo frequenta abitualmente) hanno deciso di accollarsi le spese per la riqualificazione della facciata e degli infissi. Nel corso della festa di ieri il parroco del paese, don Renzo, ha celebrato la santa messa, che si è conclusa con l'inno alla Madonna di Oropa, poi è stata scoperta la targa e nel pomeriggio si è mangiato, suonato e ballato.

E la storia continua.

 

Vincenzo Lerro

SU