Con l’anno scolastico e la stagione sportiva 2016/17 ormai alle spalle, parte la campagna estiva di Newsbiella alla scoperta dei giovani talenti biellesi meritevoli a scuola e nello sport. Settimanalmente, in questo spazio loro dedicato, ci racconteranno dei loro risultati, dei loro obiettivi, dei loro sogni e di come riescano a coniugare i due impegni. La prima è il lungo del Basket Femminile Biellese, Chiara Di Nubila.
Classe 1998, ha frequentato l’ultimo anno al Liceo G.& Q. Sella e si sta preparando al massimo per affrontare l’Esame di Stato, al via il 21 giugno prossimo. “Sì, dimmi pure, stavo studiando”, sono le prime parole con cui Chiara risponde al telefono. Non fatichiamo ad immaginarlo visto il suo curriculum scolastico e l’imminenza dell’inizio della maturità.
Quando hai iniziato a giocare a basket e come ti sei avvicinata a questo sport?
Ho iniziato a giocare quando facevo prima o seconda media, quindi sono ormai molti anni che gioco. Dovrei aver concluso la mia settima o ottava stagione cestistica. Prima giocavo a pallavolo, ma per varie vicissitudini ho smesso, diciamo che non era proprio il mio sport. Poi, attraverso conoscenze e amiche che già praticavano quest'attività, ho iniziato anch’io.
E se non fosse stato il basket, quale sarebbe stato il tuo sport?
Sicuramente il rugby.
Qual è stato il bilancio complessivo di quest’ anno alla BFB?
È stata una stagione molto positiva, con qualche alto e basso, ma è stata vissuta molto bene all’interno dello spogliatoio. Personalmente, in quest’anno sono cresciuta molto, sia grazie alle mie compagne più grandi, sia grazie ad alcune realtà completamente diverse dalla nostra con le quali ci siamo confrontate nel corso della Serie C.
Il momento più emozionante della stagione?
La partita di ritorno di playout a Cameri. Penso sia stata la partita che io abbia giocato meglio in tutto il campionato, la più emozionante, la più decisiva, ma anche la più complessa dal punto di visita fisico e psicologico: eravamo a fine stagione, le motivazioni erano tante e sapevamo di poter chiudere il discorso salvezza quella sera. E così abbiamo fatto con l’impegno di tutte e la soddisfazione finale è stata enorme.
Un bilancio, invece, della tua vita scolastica?
Innanzitutto è molto difficile conciliare scuola e sport per riuscire ad ottenere buoni risultati in entrambi i settori. Però trovo che le ore a settimana che passo in palestra servano proprio a staccare dallo studio, che rappresentino il momento di svago in cui non pensare a nient’altro se non al basket. E quando la passione diventa sempre più importante, non importa tornare a casa stanca dall’allenamento, quanto sapere di aver dato tutto sul parquet.
Cosa ricordi con maggiore affetto del quinquennio di Liceo?
La cena dei maturandi. È stata una cena speciale per tutto ciò che rappresentava: la fine del liceo, la fine di cinque anni speciali con gente speciale e, allo stesso tempo, l’inizio di un nuovo percorso. C’era un clima speciale come tra fratelli che dopo 5 anni di vita insieme devono dividersi per prendere ognuno la propria strada.
Immediato futuro: maturità.
Vorrei riuscire a sostenere un bell’esame e ad uscire con un bel voto perché comunque è il risultato di cinque anni di lavoro. Adesso, in questa settimana, mi concentrerò per dare il massimo in tutte le prove. Ma poi non mi fermerò perché vorrei provare il test d’ingresso a infermieristica.
Nel futuro universitario ci sarà ancora posto per la pallacanestro?
Penso proprio di sì. Anche perché, se supero il test, mi sposterò a Novara e conto di poter fare su e giù e continuare a giocare per la BFB.




