Newsbiella Young - 14 marzo 2017, 15:00

Krav Maga: Ragazzi a scuola di sicurezza e autodifesa FOTOGALLERY

Krav Maga: Ragazzi a scuola di sicurezza e autodifesa FOTOGALLERY

Come spesso accade, alla sera i giovani escono, si divertono e magari in compagnia degli amici, forse più grandi, alzano troppo il gomito. All'alcool seguono spesso parole, insulti, magari qualche spintone, e una serata che doveva essere un'occasione per divertirsi può degenerare in qualcosa che non ci si poteva aspettare. È così che, dopo qualche episodio spiacevole, Daniele Neggia ha deciso di provare a praticare Krav Maga. La domanda sorge spontanea: che cos'è il “Krav Maga”? Il termine, che deriva dall’ebraico moderno, significa letteralmente  “combattimento ravvicinato”.

Nato infatti in ambienti ebraici nell'Europa centro-orientale, si sviluppa nella stessa Israele durante i primi anni del Novecento: il nuovo Stato Ebraico necessitava, infatti, di una forma efficace di difesa e i risultati portati dall'applicazione dei metodi di questa disciplina si vedono ancora oggi nell'esercito nazionale, noto per essere uno dei più efficienti e rigorosi al mondo. Nonostante questo il Krav Maga non è molto conosciuto né in Italia né tantomeno in Piemonte ma nonostante questo sono molti i biellesi che lo praticano. Abbiamo potuto intervistare Daniele Neggia, studente del liceo delle scienze applicate del terzo anno, avvicinatosi a questo sport da ormai tre anni.  “Ho cominciato quando un ragazzo, molto più robusto di me, ad una festa con i suoi amici ha iniziato a spingermi e importunarmi. In quel momento ho capito che dovevo fare qualcosa per prevenire questi episodi o perlomeno sapere come comportarmi nel caso in cui una situazione simile mi fosse capitata di nuovo”.

Daniele quindi dopo accurate ricerche ha scoperto che proprio a Pavignano esisteva un corso di difesa personale. Con il passare del tempo questa attività è divenuta  per lui una vera e propria passione. Ma esattamente cosa insegna il Krav Maga? Esso viene spesso erroneamente definito uno “sport”, ma così non è poiché le tecniche utilizzate mettono in pericolo diverse parti del corpo non concesse nelle normali discipline sportive quali occhi e gola. È più che altro una valida occasione  per imparare a difendersi dai pericoli che rischiamo di incontrare ogni giorno, che "sono sempre imprevedibili, poiché imprevedibili sono le persone stesse" -come dice Daniele-" in questi anni ho imparato a osservare comportamenti che prima mi sfuggivano e non saprei come avrei potuto impararlo altrimenti."  

Così quello che avrebbe potuto limitarsi alla conoscenza di tecniche di difesa personale è diventato molto di più: è stato un momento di crescita personale che può essere fondamentale per tutti gli adolescenti. Una disciplina di autocontrollo, insegnato da istruttori esperti da utilizzare solo in casi estremi per la propria vita.


Luca Tasca, Chiara Remus, Annalisa De Santo e Marta Tamietti

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