Dopo oltre 144 ore di gara, ha concluso il suo primo Tor Des Geants al 318° posto. Vivendo la fatica nel migliore dei modi. Perchè l'importante, come recita il suo motto, è "Tutta testa". Ladislav Farkas è slovacco ma si è trasferito a Biella nel 2000. Ora vive a Tavigliano, su quelle montagne che tanto ama scalare nelle gare e negli allenamenti quotidiani. Il Tor è stata la ciliegina sulla torta di una preparazione finalizzata a concludere la sua prima gara lunga. A Newsbiella racconta la sua esperienza: "L'ho vissuto alla grande - spiega - mi sono preparato mentalmente, grazie agli esercizi di Roberto Re che ringrazio di cuore, altrimenti non ce l'avrei fatta. Sono rimasto sempre lucido, in tanti mi parlavano di crisi, di fatica, che sarebbe stato difficile arrivare. Negli ultimi tre giorni di gara ho visto gente in lacrime, a terra, anche sotto il diluvio. Hanno mollato psicologicamente mentre io ho cercato di gestirmi nel migliore dei modi".
"Lazzi" ha dormito dieci ore in sei giorni: "Riposavo quando iniziavo a sentire sonno, non sono mai andato oltre le mie capacità quindi anticipavo le cose prima di crollare. All'inizio ho avuto un'infiammazione alla gamba sinistra ma è stato quello il momento più bello. Non scherzo! Perchè sono stato costretto a concentrarmi su come risolvere la situazione". Un altro momento emozionante nei pressi del Rifugio Coda, quando ha incontrato gli amici: "Abbiamo mangiato la polenta e bevuto un boccale di birra. Sono venuti a vedermi di notte, li ringrazio". Quando gli si chiede se intende rifare il Tor risponde sicuro: "Sicuramente, ora lo conosco bene e il prossimo anno punto a farlo diversamente". I ringraziamenti di rito vanno a Francesca Canepa e Renato Jorioz del Mont Blanc Team, e a Renzo Recanzone che lo ha allenato per sette mesi.
Ladislav ha 32 anni ed è di Tavigliano. Correrà il Trail del Monte Casto il 30 ottobre, sempre con il sorriso sulle labbra: "La corsa è anche e soprattutto divertimento anche se ho iniziato a fare sul serio solo da quest'anno. Se riesco vado a camminare quattro volte a settimana. Il momento più bello è la partenza. Perchè io sono tranquillo mentre gli altri li vedo sempre agitati". Per Biella ha solo belle parole, con un piccolo cruccio: "Tutti si lamentano della città, del territorio - sottolinea - ma qui c'è tutto. La montagna, in particolare, è fantastica. Trovo tanta gente chiusa, questo sì, e il maltempo che mi condiziona tantissimo. Ma per fortuna le corse aiutano ad aprirsi e l'aria di montagna libera la mente".

















