- 01 ottobre 2016, 07:00

Dario e Imad, i "mastini" del Biella Rugby: "La palla ovale è uno stile di vita"

Newsbiella intervista due degli "stranieri" del team che si appresta a scendere in campo per l'esordio stagionale in Serie B. Per entrambi la scintilla per questo sport è scoccata molto presto: "Il rugby porta amicizie e disciplina"

Dario e Imad, i "mastini" del Biella Rugby: "La palla ovale è uno stile di vita"

Il Biella Rugby si appresta ad iniziare una nuova stagione in Serie B. Domani, domenica 2 ottobre, l'esordio a Cogoleto con tante novità e alcuni punti fermi come Dario Zamolo e Imad Chtaibi. Un ghanese e un marocchino alla corte di coach McLean. Due paesi, Ghana e Marocco, che non hanno una tradizione legata a questo sport. Ma che hanno trovato in entrambi due buoni rappresentanti all'interno di una società che sta facendo grandi sacrifici per portare rugby di qualità. E la città sta cominciando ad apprezzare sempre di più la palla ovale. Nonostante tutti e due vivano in Italia da tantissimi anni, il rapporto con la propria terra non si è mai spezzato. Il rugby, però, li sta aiutando nella vita di tutti i giorni e nei rapporti con le persone. 

Dario, classe 1982, gioca in prima linea. Di lui colpisce immediatamente la mole oltre alla gentilezza: "La passione per il rugby è nata quando avevo nove anni, ero in un parco giochi e un signore mi ha invitato a giocare nel campo adiacente. Da lì non ho più smesso. Questa è la mia quinta stagione a Biella, prima ero ad Ivrea. Il mio ruolo in questa stagione sarà quello di mettere la mia esperienza al servizio dei più giovani e farmi trovare pronto quando sarò chiamato in causa". Dei giovani in prima squadra non può che parlarne bene: "A differenza degli anni scorsi i ragazzi arrivano già molto preparati e ponti tecnicamente. Alzano il livello e noi 'anziani' siamo contenti perchè ogni volta ci stupiscono. Per quanto mi riguarda cerco di trasmettergli cose positive, lavorando insieme per lo stesso obiettivo". Dario si emoziona quando parla delle sue origini: "Ho la mia famiglia dalla parte di mamma, ho i miei 20 zìì..penso a quanto sono stato fortunato ad avere queste opportunità e una carriera in questo sport. Vivere in Europa è diverso, ti puoi permettere tante cose. Dell'Africa mi manca certamente la positività che qui si sta perdendo". Per Dario il rugby è uno stile di vita: "Si ha la mentalità dei giocatori quando ti svegli al mattino o quando fai le tue cose durante la giornata". Ma a fine stagione il pilone dei biellesi lascerà: "Smetterò di giocare qui, non so ancora se tornerò a Ivrea. Certo che vorrei diventare un buon coach, spero di essere migliore di come sono stato da giocatore anche se mi sono tolto tante soddisfazioni". 

Imad Chtaibi è nato a Casablanca ma è giunto a Biella in tenera età. Lui gioca in seconda linea e nel rugby ha trovato una bella famiglia: "La passione è nata fin dalla scuola quando ho fatto un corso e mi sono convinto a provare. Il resto viene di conseguenza perchè il rugby ti porta amicizie dentro e fuori dal campo, ti leghi ai compagni che ti coinvolgono spesso in tante occasioni. E poi il rugby è un insegnamento di vita, significa tanta disciplina, cosa che è stata persa in diversi sport". 

Il campionato è alle porte, le condizioni per fare bene ci sono tutte: "Ci stiamo veramente impegnando a fondo con grandi sacrifici per allenarci tutti i giorni e non facile avendo impegni, lavoro e famiglia. La situazione attuale mi piace perchè ci sono giocatori carichi che, mettendo insieme, possono far diventare questo team una bomba. Basta mantenere una mentalità positiva".

Imad ha esperienza come tecnico: "Ho allenato due anni a Vercelli, ma non penso ancora a come sarà il mio futuro oltre il rugby anche se sul campo sono uno dei più vecchi". 

l.l.

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