EVENTI - 29 agosto 2016, 07:00

Calcetto benefico con l'associazione Barriere per la vita

Calcetto benefico con l'associazione Barriere per la vita

L’appuntamento è fissato per domenica 4 settembre, dalle ore 9 alle 20 circa, al campo di calcetto di Candelo (con il patrocinio del Comune), in via Santa Maria. Per chi decidesse di partecipare al torneo sono state pubblicate sulla pagina Facebook le informazioni essenziali; per chi invece volesse anche solo passare a trovare e conoscere i rappresentanti di Barriere sarà realizzato un punto ristoro in collaborazione con “Il Kiosco”. Inoltre, per venerdì 30 settembre, è previsto a Candelo e in collaborazione con l'Amministrazione comunale, un incontro pubblico. 

Barriere per la vita è un’associazione di promozione sociale, senza scopo di lucro, nata nel maggio 2016 dall’incontro di un gruppo di amici molto sensibili al problema dei suicidi nel Biellese. Un gruppo di persone che ha deciso di dedicare una parte del proprio tempo lavorando per la creazione progetti volti all’informazione, all’educazione e alla prevenzione. L'obiettivo è quello di stimolare le Istituzioni, pubbliche e private, a partire dai diversi Comuni del territorio affinché vengano attivate delle politiche di informazione e di “attenzione” nei confronti della cittadinanza.

"Noi - spiegano i responsabili - vogliamo colmare questa lacuna, prima di tutto culturale. Tutti possono avere un problema, e ammetterlo non è segno di debolezza; è da deboli, semmai, non affrontarlo oppure fare finta che non esista.La maturità di un uomo è frutto della sua esperienza, dei suoi fallimenti e delle sue vittorie.Cercate su internet le citazioni di grandi uomini, economisti o filosofi o imprenditori sul fallimento. Ognuno di loro dirà che il fallimento è una parte della vita, un ostacolo da superare e che non ci si deve arrendere ad esso. In questi mesi abbiamo organizzato diversi momenti (banchetti) informativi per spiegare chi siamo e cosa vogliamo fare: la risposta della popolazione è stata fino ad ora importante. Siamo stati avvicinati sia da chi è stato direttamente toccato dal problema del suicidio sia da chi lo ha vissuto solo indirettamente e abbiamo scoperto che sono moltissimi i casi di persone che hanno avuto anche solo un momento di difficoltà e in quel momento hanno pensato di farla finita. Per fortuna, nella maggior parte dei casi, si è trattato solo di un pensiero… L’istinto di autoconservazione è riuscito ad avere la meglio.

Abbiamo così deciso di avviare una raccolta fondi dal basso, con un tesseramento che parte da una cifra quasi simbolica di 5 euro. Spesso – e giustamente – ci viene chiesto conto di come vengano spesi i soldi che raccogliamo. Un’associazione ha dei costi, anche solo per le marche da bollo necessarie alla costituzione, ma anche per la cancelleria, per stampare volantini, per costruire progetti. Parliamoci chiaro, servono finanziamenti. E ormai sappiamo che lo Stato ha chiuso i rubinetti, quindi la partita si gioca sull’interesse concreto dei cittadini, sulla loro volontà di sposare una causa importante, ancorché scomoda, e sulla disponibilità di chi come noi dedica energie e risorse personali alla solidarietà. Stiamo progettando una serie di incontri sul territorio per parlare direttamente ai cittadini, per confrontarci con loro. Per farlo, chiederemo la collaborazione dei sindaci nel sostenere gli eventi; abbiamo pensato anche ad un’informazione che sia al passo coi tempi, quindi più “social”. Tutto ciò richiede tempo e passione. In ragione di quanto appena detto, abbiamo pensato che un evento ludico-sportivo potesse essere uno dei tanti modi per parlare, conoscerci e stare insieme". 

c.s.

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