"Là dove la verde collina biellese, dominata dal Piazzo, declina bruscamente verso mezzogiorno verso il piano, sorge il quartiere Vernato, storico nucleo abitato, che ancora oggi reca, nelle sue strade, negli edifici antichi, nelle sue vecchie fabbriche, ormai quasi tutte abbandonate, il segno di un passato di relativa prosperità, svanito anche nella memoria dei più anziani tra i suoi abitanti". Con questa breve premessa inizia il nuovo di Aldo Tavella, "La conchiglia di Fibonacci", per i tipi di Edizioni Leucotea di Sanremo.
In quarta di copertina si legge una breve sintesi del testo, che fornisce al lettore almeno qualche utile coordinata spazio-temporale: "Corre l'anno 1690 quando il diacono Andrea Ripa è incaricato dal Vescovo di riportare pace e giustizia nel borgo del Vernato, a Biella, dove si sono verificati fatti gravi e inquietanti: l'oratorio della Confraternita di San Nicola è andato a fuoco. Il parroco del borgo, don Benedetto Gremmo, viene fatto oggetto di gravi minacce. I membri della Confraternita ignorano gli ordini ricevuti dal Vescovo... Al Vernato agisce una setta in odore di eresia, della quale fanno parte personaggi molto in vista".
Aldo Tavella, classe 1950, è stato avvocato a Biella fino all'ottobre del 2013. Nel 1998 aveva pubblicato un saggio dal titolo "Conoscere il vino: scelta, degustazione e abbinamento ai cibi". Nell'aprile di quest'anno è uscita la sua seconda fatica letteraria, un romanzo storico ambientato in città.
"Ho esercitato la professione forense per quasi quarant'anni - ha raccontato a Newsbiella, Aldo Tavella - poi, ad un certo punto, ne non potevo più. Così ho deciso di andare in pensione, ma non volevo assolutamente fare la vita del pensionato e allora ho deciso di tornare alla mia vecchia passione per la scrittura".





