Banche, automobili e cofanetti regalo hanno fatto disperare i consumatori nel 2015, tanto che le associazioni di tutela degli stessi hanno ricevuto un boom di segnalazioni e richieste di intervento su questi temi. Non tanto, però, quanto i grandi “classici”: ovvero i reclami, sempre numerosissimi e costanti nel tempo, che riguardano telefoni ed energia.
La particolare classifica è stata redatta, come consuetudine, dall’UNC e diffusa in occasione della recente “Giornata europea del consumatore”.
La classifica dei disservizi
Per il terzo anno consecutivo, dunque, la classifica annuale dei reclami avanzati dai consumatori alle loro associazioni di riferimento vede al primo posto il settore della telefonia poi quello dell’energia. All’UNC sono giunti oltre 23.000 reclami nel 2015: di questi, il 28% sono appunto lamentele sui disservizi telefonici, il 19% su quelli energetici mentre i bancari (novità assoluta) scontano le polemiche sul decreto legge salva-banche, con una crescita addirittura del 116% rispetto all’anno precedente (e pari al 13% del totale del campione).
Per entrare nei dettagli, i disservizi telefonici si riferiscono ai cosiddetti servizi non richiesti (31%), i classici problemi di connessione (24%), la doppia fatturazione (20%) e per finire le variazioni contrattuali (15%).
Per quanto riguarda invece il settore energetico ci si arrabbia per le bollette gonfiate (50%) i consumi non corrispondenti, i conguagli esorbitanti fino all’irritante sospensione della fornitura senza preavviso. Da sottolineare anche i problemi legati al cambio fornitore (22%) e alla tariffazione (10%).
Le banche, nota dolentissima
La novità di quest’anno, si diceva, è certamente il boom delle banche, cresciuto del 116%. Da segnalare anche il 10% dei reclami nel settore turismo e viaggi, piazzatosi al quarto posto con un più 11% (forse legato ai casi dei cofanetti regalo “RegalONE” e “Movebox” dato che molti consumatori non hanno usufruito del voucher per via del fallimento della società fornitrice dei medesimi cofanetti), oltre alle classiche segnalazioni sui pacchetti tutto compreso in cui non sono stati rispettati i vincoli contrattuali.
Cala infine l’e-commerce, che raccoglie il 7% delle segnalazioni di protesta, con una diminuzione annuale del 50%, mentre sono in aumento i reclami nel settore auto (+19%) che si piazzano al settimo posto probabilmente a causa del famoso dieselgate della Wolkswagen.
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