“Non so nulla perché io ero a scuola e alle 10 ci hanno fatto evacuare. Hanno chiuso l’istituto. Non sappiamo se domani riapre”.
A parlare è Walid Benaim, uno dei biellesi che si trovava a Bruxelles, oggi, martedì 22 marzo, quando sono avvenute le esplosioni. Studente come un’altra ragazza di Biella, Chiara Vercelli, è rientrato a casa e non si è più mosso, aspettando di avere maggiori notizie sull’accaduto dai Media. E il bilancio delle vittime, nelle ultime ore, si attesta a una trentina di morti e a oltre duecento feriti, tra cui tre italiani, uno di loro, una donna di Borgosesia. Intanto, il presidente della Provincia, Emanuele Ramella Pralungo, ha inviato una nota stampa in cui comunica che, contrariamente a quanto avvenuto per le stragi di Parigi, in questa occasione non è stata organizzata alcuna marcia della Pace.
“Risulta impossibile – spiega Ramella Pralungo - in quanto è in corso il Consiglio Comunale cittadino e il fine settimana venturo, che sarebbe stato un momento che avrebbe consentito anche ampia partecipazione da parte della cittadinanza, coincide con la festività Pasquale. Crediamo però altrettanto fermamente che sia indispensabile che tutte le nostre Amministrazioni non lascino passare indifferente questo attentato e pertanto vi rivolgiamo l’invito ad abbassare le bandiere a mezz’asta in segno di lutto. È stata nostra cura interloquire anche con la Prefettura e la Questura di Biella. Vorremmo infine rivolgere un appello ai Biellesi affinché nessuno rinunci ai propri programmi per le festività pasquali, ma di continuare a muoversi e viaggiare perché anche questa è la nostra libertà”.





