Biella - 10 marzo 2015, 22:27

Dall'opposizione tanti dubbi su Città Studi

All'annuncio del sindaco Cavicchioli del prolungamento dell'accordo con l'Università di Torino, rispondono le critiche di Fratelli d'Italia, Forza Italia e dell'ex sindaco Gentile

Dall'opposizione tanti dubbi su Città Studi

Clima piuttosto acceso in consiglio comunale, ancor prima dell’inizi della maratona dei 139 emendamenti alla delibera sul registro per le unioni civili. Maratona che prosegue nella notte di cui vi daremo conto domani mattina.

Prima “vittima” della tensione l’ex assessore Massimiliano Gaggino, che propone, visto che il dilungarsi della seduta provocherà il raddoppio del gettone di presenza, di rinunciarvi o di devolverlo a una buona causa. Proposta subito accolta dal consigliere di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro  che anzi raddoppia e propone di devolvere entrambi i gettoni.

A quel punto si scatena una bagarre anzi, una ridda di accuse anche a toni piuttosto alti nei confronti di Gaggino, accusato di aver poco frequentato consigli e commissioni. Per riportare la calma prende la parola il sindaco Marco Cavicchioli. “L’impegno dei consiglieri è tale da superare di gran lunga il valore del gettone – spiega -. Mi sembra giusto che ognuno venga lasciato libero di decidere cosa fare in merito al doppio emolumento”.

Più discussa del previsto anche la delibera in cui si ratifica il prolungamento di cinque anni dell’intesa tra Città Studi e l’Università di Torino, e il contributo (di 58mla euro) che il comune verserà fino al 2021. Il primo ad annunciare la propria astensione è Delmastro, che riconoscendo poca libertà di manovra alla giunta ripercorre l’epopea di Città Studi, mettendo l’accento sulla scelta, a suo dire errata, di stringere l’accordo con Torino invece che con l’Università del Piemonte Orientale, oltre a deprecare l’utilizzo dei corsi on line e di conseguenza il livello dell’università.

Ancora più duro Dino Gentile che interviene dopo la difesa d’ufficio del democratico Bresciani (“Il presidente di Città Studi Pellerey sta lavorando per migliorare gli standard"). L’ex sindaco punta il dito contro la mancata concessione del corso di ingegneria tessile, depreca i mancati contributi di soggetti come l’Unione Industriale ma soprattutto mette in discussione il livello qualitativo dell’università biellese. “A fronte del pagamento di dieci stipendi a ricercatori che non sappiamo cosa fanno e probabilmente non lo fanno neppure a Biella, per 335.714 euro che farebbero molto comode alle scuole biellesi, che si trovano ad affrontare un sacco di problemi. E non importa se si tratta di soldi della Fondazione e non del comune, sono sempre di proprietà dei biellesi”.

Stessi argomenti per il capogruppo dei forzisti Robazza e anche Paolo Furia consigliere del Pd pur sostenendo con decisione la salvezza dell’ente fa qualche distinguo: “Svuotare Città Studi da un giorno all’altro sarebbe tanto folle che far finta che vada tutto bene”.

In difesa dell’università biellese si schierano anche i due consiglieri di Buongiorno Biella, con Andrea Foglio Bonda, per dieci anni commercialista di Città Studi che avverte “Non ci possiamo permettere di perder anche questo tassello”. Una preoccupazione rimarcata dal suo capogruppo Antonio Ramella. 

Approvata la delibera si passa alla lunga kermesse degli emendamenti.

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