Parlare di Luca Bechi come un semplice ex di una sfida che ne vedrà protagonisti altri 4 (due sul parquet, Gergati e Rosselli, ed altrettanti in panchina, il numero uno della PMS, Antonio Forni ed il preparatore atletico Gigi Talamanca) sarebbe riduttivo: con 329 panchine accumulate in 9 stagioni sulla panchina della Lauretana Biella prima ed Angelico poi (5 da assistente di Alessandro Ramagli, 4 da capo allenatore), il coach livornese classe ’70 è il primatista assoluto di presenze in rossoblù, oltre che l’allenatore che ha portato Biella al punto più alto della sua storia, con le semifinali play off di serie A contro Milano nel 2009, che valsero la qualificazione all’Eurocup della stagione successiva, prima partecipazione di Biella ad una coppa Europea.
Fu quello il momento più alto anche per la carriera di Bechi, che dopo Biella non è più riuscito a raccogliere i risultati sperati, tra una retrocessione con Brindisi, un’esperienza in Ucraina con il Mariupol e l’ultima sfortunata alla Virtus Bologna. Quest’estate la chiamata di una squadra con grandi ambizioni come è la Manital Torino, costruita con un unico obiettivo, quello di raggiungere la serie A.
Coach, la sua avventura in panchina riparte dal luogo che le è forse più caro, Biella. Come vive questa vigilia?
"Non sarà la prima volta che tornerò a Biella da avversario, ma come le altre sarà ricca di emozioni, perché si tratta di in un posto dove ho vissuto grandi emozioni per 9 lunghi anni. Credo che il privilegio di poter vivere queste sensazioni sia una delle cose più belle di questo sport".
Dopo tanti anni di serie A allena per la prima volta nel secondo campionato. Che torneo si aspetta?
"L’anno scorso ho seguito qualche partita di play off. Il livello, stando ai nomi dei giocatori, è certamente più alto. In serie A c’è poco spazio per gli Italiani e quindi la A2 è diventato il campionato degli Italiani, alcuni di loro anche di vertice. Prevedo molto equilibrio".
La sua Torino ha un blocco Italiani da serie A (Gergati, Giacchetti, Rosselli, Mancinelli, Fantoni, Amoroso) ed assieme a Verona e Napoli è considerata la favorita del campionato. E’ d’accordo?
"Tutti ci danno favoriti per i nomi, ma conterà la capacità di calarsi nella nostra realtà, sapendo cavarsela nei momenti di alti e bassi. Avremo successo nella misura in cui riusciremo ad essere coesi. L’obiettivo è avere un gioco di squadra equilibrato ed un atteggiamento mentale di grande umiltà".
La sfida di domenica sulla carta vede la Manital nettamente favorita. Cosa potrà decidere la partita?
"Queste sono le classiche partite senza pronostico. Siamo ad inizio stagione, è un derby e ci saranno grandi emozioni e motivazioni. Noi siamo insieme da qualche settimana e con l’infortunio di Amoroso abbiamo un po’ dovuto ridisegnare l’assetto. Sarà una partita aperta e divertente, certamente il miglior modo per entrare subito in clima campionato".
A proposito di Amoroso, sarà della partita?
"Non lo sappiamo. Ha ripreso a correre lunedì, fisicamente è a posto ma decideremo solo all’ultimo momento".
Come ha vissuto dall’esterno la retrocessione di Biella e la successiva rinascita?
"La retrocessione è stato un grosso dispiacere anche per me, perché ha coinvolto in primis gli amici che lavoravano nel club ed ha toccato tutta la città. L’importante non è come cadi ma sapersi rialzare e Biella l’ha fatto con grande atteggiamento e lo spirito tipico dei biellesi. Dopo la fine di un ciclo c’era bisogno di ripartire ed oggi a Biella sono ritornate tutte le caratteristiche proprie che hanno permesso alla società di ottenere tanti successi in questi anni".
Un giudizio sul roster dell’Angelico di questa stagione e sugli obiettivi che Biella potrà raggiungere.
"Berti e De Vico hanno la pallacanestro nella testa e mi piacciono molto. Chillo, Lombardi ed Infante danno energia, forza mentale ed esperienza. Laquintana è un ragazzo con grande motivazione. Voskuil lo conoscono tutti e Raymond è stato un acquisto intelligente, perché la società non ha provato a sostituire Hollis ma ha preso un giocatore che sa essere molto utile. Sono convinto che se la giocheranno con tutti".





