“Non lasciare nulla al caso”. Questo la formula magica di Roberto Mortarino, da 5 anni direttore sportivo della cossatese calcio.
Che cosa bisogna curare per riuscire a portare al successo una squadra?
Tutto. Non solo il gioco, ma ogni singolo particolare. Dal comportamento dei giocatori dentro e fuori dal campo all’abbigliamento.
Qual è la parte più difficile del suo ruolo?
Dover andare dire ai ragazzi che non sono stati confermati in squadra.
Lei si occupa di tutte le squadre della Cossatese, dai primi calci alla prima squadra. Quale l’appassiona di più?
Sicuramente la prima squadra, perchè è bello vedere come i veterani aiutano i giovani ad integrarsi nel gruppo.
Che cosa si aspetta dalla squadra?
Dagli juniores, una grande stagione, perché il 90% della squadra è un gruppo consolidato, anche se è necessario collaudare il team. Per quel che riguarda la prima squadra, migliorare la posizione della scorsa stagione
C’è un modulo che vorrebbe fosse applicato?
No, quella è una scelta del mister. Per me l’importante è che si portino a casa i tre punti, se con un bel gioco tanto meglio.
Secondo il vice presidente Marco Bianchetto mister Albertini, che da questa stagione allenerà la cossatese, è il miglior allenatore del Biellese. Anche secondo lei è così?
Sì. È sicuramente il più preparato perché è da 20 anni che allena
E il “nuovo che avanza”? Ovvero Pierluca Peritore?
Lui è molto talentuoso e ha carisma, ma manca ancora di esperienza.
Come ci si accorge di avere un campione in squadra?
Solo con il tempo, vedendolo crescere di settore in settore. Dalla grinta, dalla velocità con cui apprende e da piccoli altri particolari che ti permettono di capire se ha la capacità di fare il salto di qualità.
Qual è la qualità migliore di lavorare a livello dilettantistico?
Che il calcio è puro divertimento.




