Mentre Marco Canola si appresta a cogliere il suo primo successo di stagione a Rivarolo, in assoluto la sua prima vittoria al Giro d’Italia, qualcuno nell’ombra sta già pianificando la tappa del giorno dopo: la Agliè-Oropa. Un biellese al Giro: Luca Fattori, cossatese di origine, di Piatto d’adozione, da tre anni è il massaggiatore della Garmin Sharp. Un passato da ciclista con la maglia da dilettante del Gs Sella ed una grandissima passione per le due ruote, trasmessa fin da piccolissimo da papà Aurelio, che cerca di trasformare in un lavoro. Ci riesce nel duemila con la Colombia Selle Italia, diretta ai tempi dall’altro cossatese figlio d’arte Marco Bellini.
Passa a massaggiare la squadra femminile Garmin Cervèlo e da tre anni è a tutti gli effetti uno dei massaggiatori della Garmin Sharp. Mentre attende i corridori al rifornimento, cerchiamo di carpire i segreti del suo lavoro che non consiste solo nel massaggio ai corridori la sera dopo la gara, ma come lui spiega: “Andiamo a dormire per ultimi, dopo aver massaggiato i corridori e ci svegliamo per primi, per preparare i frigoriferi sulle macchine al seguito e i rifornimenti. Raggiungiamo per primi gli alberghi e diamo disposizioni in merito alla dieta dei vari atleti, occupiamo i posti auto e tra i nostri compiti c’è anche quello di fare il bucato”.
Come se non bastasse spesso siete in giro per il mondo. Quando sei tornato a casa l’ultima volta?
“Prima di Pasqua. Alla fine del Giro avrò quattro giorni liberi e ripartirò per il Giro del Delfinato. Posso dire che per almeno duecento giorni all’anno vivo in hotel”.
Domani, con il Giro che fa tappa a Oropa riuscirai a stare un po’ con la tua famiglia.
“A dire il vero sarò in albergo con la squadra a Bianzè. Verrà a trovarmi mia moglie Elvira, forse mio padre, e mi sto organizzando per caricare lungo il percorso mia figlia Isabella sull’ammiraglia per stare un po’ con lei. Per farlo ho cambiato il turno con un collega. A me sarebbe toccata l’organizzazione in hotel”.
Un po’ di emozione per essere ‘a casa’ a svolgere il tuo lavoro?
“Ricordo la tappa di Oropa vinta da Marco Pantani nel 1999. La guardai dalla strada tifando come un matto. Nel 2007 già lavoravo come massaggiatore. Tornare a Biella ancora una volta al seguito del Giro d’Italia che per me è la corsa più bella del mondo, è una grande emozione, la stessa che provavo quando aspettavo Pantani”.
Sei l’unico biellese al seguito del Giro?
“No! Ci sono il giovanissimo Francesco Zola, figlio dell’ex professionista Gianni, meccanico alla Columbia e Giorgio Moregola, massaggiatore alla Andreoni Giocattoli”.
Dove si deciderà la corsa alla Agliè-Oropa?
“Sulla salita che porta al Santuario. Sia sull’Alpe Noveis che a Bielmonte ci sono le discese per recuperare. Quell’ultima salita, tanto dura, non perdona”.
Il possibile vincitore?
“Mi auguro il contrario, ma difficilmente sarà uno dei nostri. Abbiamo la squadra decimata, anche se Hesjedal è in buona forma. Ma domani non è terreno per le sue qualità. Vedo bene Domenico Pozzovivo come possibile vincitore, oppure la maglia rosa, il colombiano Rigoberto Uran Uran”.





