L’Angelico Biella festeggia un altro traguardo prestigioso, piazzandosi seconda, alle spalle di Trieste, nella speciale classifica legata ai minuti di utilizzo del giocatori under 22, nati nel ’92 e precedenti: complessivamente i 4 under di Biella hanno giocato 1486 minuti, 62 a partita pari al 31% dei minuti totali, contro i 1973, 82 a partita, giocati dai 6 under di Trieste. Dai 23 minuti di media che Corbani ha concesso a Laganà, ai 16 di Chillo, 14 di Lombardi e 10 di De Vico, tutti i giovani rossoblù hanno avuto la possibilità di crescere e mettersi in mostra in questa stagione, contribuendo ai risultati eccellenti della squadra. Un successo che, unito a quelli ottenuti sul campo, premia la scelta della società laniera di puntare sui giovani per il proprio rilancio.
L’importanza del traguardo è amplificata dal beneficio economico: Biella infatti potrà beneficiare di un premio di 70 mila euro, che verrà elargito sotto forma di bonus-sconto sulle tasse federali della prossima stagione. L’amministratore delegato di Pallacanestro Biella, Gianni D’Adamo, esprime la sua soddisfazione: “Il nostro progetto si sta dimostrando vincente a 360°: abbiamo riacceso l’entusiasmo della piazza e riportato tante gente al palazzetto, mettendo in campo i giovani del nostro vivaio con risultati sicuramente superiori alle aspettative”.
Questo il commento di coach Fabio Corbani: “Questo risultato rappresenta il coronamento di un percorso che abbiamo iniziato scorsa estate, dimostrazione di come si possa vincere, magari non da subito, anche mettendo in campo i giovani. Gli esempi sono Trieste e ancor di più Trento, società che ha iniziato due stagioni fa un ciclo con molti ragazzi del ’91 e ora sta dominando il campionato”. Non tutte le società purtroppo hanno la stessa attenzione nei confronti dei settori giovanili, come sottolinea il coach rossoblù: “Ogni società dovrebbe destinare una fetta del budget al settore giovanile: investendo sui giovani e programmando nel modo giusto non si possono che trarre benefici anche a favore della prima squadra”. Al di là del prestigio e dei benefici economici di questo traguardo, c’è un dato di fatto inconfutabile legato alla scelta di puntare su giovani del proprio vivaio: la maggior identificazione della città e dei tifosi nei confronti della squadra. Biella ne è la prova più lampante, un esempio che va seguito, ricordando che i giocatori bravi spesso possono essere quelli che si hanno in casa propria.
(5 marzo 2014)





