Luca Murta Gaspar Cardoso, guardia, numero 4 dell'Angelico e studente di economia a Torino, è il decimo uomo che ogni squadra e ogni allenatore vorrebbero avere: sempre tra i primi a scendere sul parquet negli allenamenti con un'energia contagiosa per i compagni, nessuna pretesa di minutaggio (anche se come ogni giocatore in cuor suo spera sempre di giocare), ma la garanzia che, in caso di bisogno, coach Corbani può contare su di lui a occhi chiusi.
In questa prima metà di stagione non ha avuto molto spazio (“Ma Corbani era stato chiaro fin da subito con me sotto questo aspetto”), riuscendo comunque a prendersi qualche soddisfazione (vedi tripla contro Torino nel derby). Le luci della ribalta si sono accese su di lui in occasione dell'iniziativa #sharEat, la raccolta alimentare in favore di Caritas Biella all'esterno del Biella Forum. "E' stata un'esperienza che mi ha reso orgoglioso, un'idea che ha fatto nascere altre iniziative simili. La prossima tappa? Proveremo ad organizzare la terza puntata in occasione del derby a Torino del prossimo 26 gennaio”, sottolinea Murta.
Luca, una prima metà di stagione esaltante per voi. Come l'hai vissuta tu?
"Onestamente fin dalle prime settimane si era capito che stava nascendo un grande gruppo. Da lì in poi siamo stati bravi a trasformare queste sensazioni e il lavoro in palestra in risultati. La vittoria in trasferta a Capo D’Orlando alla seconda giornata ci ha resi consapevoli delle nostre potenzialità".
Nonostante i pochi minuti di partita (appena 15 totali), ti senti migliorato in questi mesi?
"Moltissimo, ho imparato aspetti tecnici e tattici dei quali ignoravo l’esistenza. La lezione più importante però è a livello umano: anche se all’inizio delle partite so che difficilmente entrerò in campo, cerco sempre di rimanere concentrato per farmi trovare pronto se il coach ha bisogno di me. In generale giudico quella di quest’anno un’esperienza di vita importante".
Uno dei vostri punti di forza è certamente Corbani. Cosa ti ha colpito di lui?
"Al primo giorno di raduno ci ha parlato e sembrava già conoscerci alla perfezione, dimostrando subito di sapere come ottenere il meglio da ciascuno di noi. Il suo lavoro, assieme a quello di Viola, Monciatti e di tutto lo staff, è il segreto dei nostri risultati, assieme alla passione e all’impegno che ogni giorno mettiamo in campo".
Qual è stata l’emozione più grande del girone d’andata?
"Vincere a Verona è stato bellissimo, ma sabato sera contro Trento le emozioni sono state grandissime. Era una partita davvero tosta, ma ci tenevamo a vincere per andare in coppa e l’esserci riusciti ci ha fatto sentire davvero orgogliosi".
Inizia il girone di ritorno. Quali sono i vostri obiettivi?
"Sappiamo di dover migliorare se vogliamo mantenere questi standard, specie in trasferta, dove abbiamo capito che non bastano partite normali ma bisogna essere super per vincere. Credo che il nostro obiettivo realistico possano essere i play off. È quello che sperano tutti i tifosi rossoblù, che in cuor loro sognano già una finale promozione Biella-Torino".





