Doveva essere un'udienza interlocutoria, con rapido rinvio, quella di stamattina per il processo nato dalla vicenda Vista-Red, che vede imputati Mario Lacchia, ex sindaco di Salussola, Patrizio Labianco, suo vice, e Daniele Scuccato. Invece, la difesa del primo, sostenuta dall'avvocato Greppi di Casale Monferrato, ha sollevato una di quelle eccezioni da far tremare i polsi: ha chiesto che la perizia tecnica sul semaforo intelligente, su cui punta il castello accusatorio, venisse considerata inutilizzabile. Motivo: non ne era arrivata comunicazione al difensore, ovviamente per quello che riguardava luogo e tempistica. Pronta la risposta del pm, il procuratore capo Giorgio Reposo, che ha chiesto e ottenuto di tenere in stand-bye la decisione, in modo da sentire prima il consulente. Si torna in aula il 2 ottobre del 2014, con la prescrizione che si avvicina a grandi passi. I fatti risalgono al 2007 e l'iscrizione al ruolo a due anni più tardi. Pertanto, la scadenza dei sette anni canonici, per ottenere il non doversi procedere, è quasi dietro l'angolo.
La vicenda del Vista-Red di Salussola, semaforo intelligente e più evoluto, tecnicamente, rispetto al T-Red di Gaglianico, era scoppiata nel febbraio 2009, con un blitz della Guardia di Finanza in paese. Fino a quel momento, in poco più di un anno di attività, erano già state 4 mila le multe comminate, ad altrettanti automobilisti, tanto da far nascere un Comitato, costola di quello attivo nella comunità allora amministrata da Paolo Maggia. Allora, le Fiamme Gialle avevano posto i sigilli all'apparecchio, posto poi sotto custodia del sindaco Mario Lacchia. Era stato proprio il primo cittadino a firmare alcuni atti, mentre Patrizio Labianco era il responsabile del servizio, ovvero colui che aveva seguito la trattativa privata e individuato la Traffic Tecnology come fornitrice del Vista-Red, scelta tra altre quattro aziende del settore. Non per nulla entrambi gli amministratori, insieme a Daniele Scuccato, di Bassano del Grappa, amministratore della Traffic Tecnology, impresa a cui era stato affidato l'incarico di selezionare i filmati relativi agli automobilisti sanzionabili, sono finiti tutti sotto processo per abuso di ufficio. Sul fronte multati, il tentativo di costituzione di parte civile, già manifestato da quattro contravvenzionati davanti al giudice per le udienze preliminari, era stato abortito in partenza.
(21 novembre 2013)




