Angelico Biella-Expert Napoli per Luca Infante, centro rossoblù nativo di Nocera Inferiore, sarà praticamente un derby. Nonostante le sue origini però, Infante non ha mai militato in nessuna squadra della sua regione a livello professionistico.
Luca, si dice che al sud ci sia maggior calore da parte dei tifosi, ma anche Biella non è da meno sotto questo aspetto.
"Sono sincero, domenica quando sono sceso in campo e ho visto il Forum pieno mi sono venuti i brividi. Il nostro pubblico è davvero eccezionale e, come dimostrano anche i numeri, uno dei migliori d’Italia. Riesce a trasmetterti lo stesso calore di quelli del sud, ma con il pregio di avere più equilibrio e meno tensioni quando le cose non vanno bene. A Brindisi per esempio nell’anno della retrocessione l’atmosfera era davvero invivibile".
Quella che vi aspetta domenica sarà senza dubbio una partita ancora più complicata di quanto non si sia rivelato il derby.
"Proprio così e basta guardare il roster di Napoli per capire quanto siano temibili. Credo che abbiano il miglior gruppo di Italiani della categoria, ad iniziare dalla coppia di lunghi Brkic-Bryan senza dimenticare due giocatori espertissimi come Malaventura e Allegretti".
In che modo Biella dovrà secondo lei affrontare le individualità partenopee?
"Se la mettiamo sul piano dell’esperienza non c’è partita. Dobbiamo anzitutto avere il giusto impatto sul match e poi continuare ad affrontare gli avversari e le difficoltà non singolarmente ma con la nostra miglior arma, il gruppo. Loro proveranno a camminare, mentre noi dovremo riuscire a correre e imporre il nostro ritmo".
Siete partiti con i fari spenti ma dopo due vittorie nelle prime tre si parla già molto di voi. Non c’è il rischio che i giovani si esaltino troppo o inizino a sentire la pressione?
"Credo di no, anche perché non abbiamo ancora fatto nulla. Per quel che riguarda i nostri giovani, come ho detto domenica devono abituarsi a vincere e, subito dopo, a pensare alla partita successiva. Pressione? Credo che domenica ne avrà di più Napoli, società che ha speso molto e che ha come obiettivo la promozione".
Visto che è sempre difficile, nel bene o nel male, parlare di un compagno, le chiediamo un giudizio su uno che si allena ma non gioca ancora con voi, Prokop Slanina.
"E’ un predestinato, per come si allena e vive la pallacanestro ogni giorno, oltre che per le sue qualità tecniche e morali. Sono convinto che potrà diventare un giocatore importante. E poi ho saputo che in serie C ha già fatto partite da 20 punti e 20 rimbalzi e avendo giocato in quella categoria so quanto sia difficile fare quei numeri a 18 anni".
A guardarla allenarsi non sembra la chioccia dei giovani ma uno di loro.
"Mi alleno, mi diverto e ogni giorno vado al palazzetto con gioia, come non mi accadeva da anni. I compagni e il coach mi stanno facendo vivere una seconda carriera".





