SPORT - 12 ottobre 2013, 08:02

L'INTERVISTA A Capo d'Orlando l'Angelico ritrova il Capitano Soragna

"Al di là della partita sarà un piacere rivedere amici e persone con cui ho condiviso tanti bei momenti"

Matteo Soragna

Matteo Soragna

Nel match in programma domani alle 18 al PalaFantozzi di Capo d’Orlando, l’Angelico affronterà non solo una delle formazioni sulla carta più forti della Legadue Gold, ma anche una fetta importante del proprio passato. Dall’altra parte del campo infatti capitan Raspino e compagni si troveranno di fronte “Il Capitano” con la C maiuscola per eccellenza, Matteo Soragna: con più di 200 presenze e 2.000 punti realizzati in serie A in maglia Lauretana prima e Angelico poi, Soragna è una delle bandiere della pallacanestro Italiana negli ultimi 15 anni.

A Biella l’ex numero 7 ha iniziato la sua scalata verso la pallacanestro di vertice, contribuendo prima alla storica promozione in serie A nel 2001, poi alle prime tre stagioni nella massima serie, prima di conquistare scudetti e coppe con la Benetton Treviso e lo storico argento Olimpico con la Nazionale nel 2004 ad Atene. Il suo ritorno nel 2009 ha rappresentato la chiusura di un cerchio, con altre quattro stagioni al vertice ricche di emozioni, anche se l’ultima rovinata da due gravi infortuni e dalla retrocessione di Biella in Legadue, una retrocessione che ha sancito anche la separazione tra l’ex numero 7 rossoblù e l’Angelico. A Capo d’Orlando Soragna ha ritrovato tre vecchi amici, Gianluca Basile, coach Giamarco Pozzecco e Sandro Nicevic, con i quali cercherà di portare il più in alto possibile la squadra siciliana. È proprio Soragna il protagonista dell’intervista pre-partita di questa settimana.

Matteo, domenica affronterai l’Angelico. sensazioni?
"E’ sempre strano affrontare Biella da avversario. Al di là della partita, sarà un piacere rivedere amici e persone con le quali ho condiviso tanti bei momenti della mia carriera".

Da Treviso e Biella al mare di Capo d’Orlando. Almeno dal punto di vista ambientale e atmosferico le tue ex squadre non dovrebbero mancarti poi così tanto.
"Sicuramente è piacevole poter andare ancora in giro in pantaloncini e maglietta a metà ottobre e godersi questo clima per molti mesi all’anno (all’ora dell’intervista, le 9 del mattino, a Capo d’Orlando ci sono già oltre 20°, ndr). Poi qui si vive davvero la pallacanestro con grande passione: tifosi e città mi hanno subito accolto benissimo, facendomi sentire a casa mia".

In Sicilia hai ritrovato alcuni amici oltre che compagni di squadra.
"Poter avere al mio fianco due grandi giocatori come Basile e Nicevic è sicuramente un valore aggiunto. Oltre a loro ho trovato un gruppo davvero super motivato, allenato da un altro coach altrettanto desideroso di fare bene".

Com’è Gianmarco Pozzecco da allenatore?
"Uno spettacolo. Ha un entusiasmo e un’energia che contagiano tutta la squadra, è solo all’inizio della sua nuova carriera ma si è già calato perfettamente nella parte".

Se pensi alla tua esperienza a Biella ti vengono in mente di più i tanti momenti belli o la retrocessione dello scorso anno condita da tante polemiche?
"Non ho dubbi, i bei ricordi, sia dal punto di vista che umano, prevalgono nettamente su quelli brutti. Poi è chiaro che la retrocessione abbia lasciato in me come in altri miei ex compagni molta amarezza".

Non c’è mai stata la possibilità che tu restassi a Biella anche in Legadue?
"No. La società è uscita dal contratto come era nelle sue opzioni e io non ho mai ricevuto alcuna offerta. Una volta retrocessi, immaginavo che le nostre strade si sarebbero separate".

Come giudichi dall’esterno il nuovo progetto di Biella?
"In un momento di ricostruzione la società ha deciso giustamente di puntare su ragazzi che hanno voglia di emergere, sono motivati e nei quali si possano identificare città e tifosi. Non mi stupisce il fatto che alla prima in casa siano andati quasi in 3.000. Biella era, è e resterà una città innamorata della palla a spicchi e della sua squadra".

 

 

Emile Martano

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