Tra di loro, c’è chi lavora in un maneggio, chi fa il panettiere, chi l’addetto alle pulizie, chi il saldatore. Mestieri conquistati con un praticantato, uno stage o l’ingresso in cooperative. Così come qualcuno è ancora in attesa di trovare un’occupazione. Prima di dedicarsi a una professione, qui nel Biellese, sono stati comunque immigrati e profughi. Hanno solcato il mare con mezzi improvvisati per cercare fortuna, tra quei 48 ragazzi che avevano trovato una prima accoglienza nel centro di permanenza temporanea di Muzzano, in fuga da Tripoli. Ma non sono libici: laggiù si erano recati allettati da false promesse.
Hanno dai 20 ai 26 anni, vengono da Mali, Costa d’Avorio, Senegal, Guinea, Camerun e, con le loro diverse bandiere, hanno creato una squadra di calcio tutta africana, composta da 16 ragazzi di cui 12 maliani e un biellese, che operano nell’associazione di volontariato che li ha aiutati in questi anni a trovare sistemazione, presso famiglie che in alcuni casi li hanno adottati o grazie all’aiuto di biellesi disposti a pagare loro l’affitto, e a mantenersi.
Forti delle loro crude esperienze di vita e intenzionati a fare bella figura, hanno battezzato la loro squadra “I Leoni”, scelto Mamadou come capitano, e si sono iscritti al terzo torneo “Amicizia tra i popoli”, che si svolgerà a Novara il 21 settembre. Tutto questo è avvenuto grazie all’intervento di privati che li stanno seguendo in un delicato percorso di integrazione e ai loro mister, Giuseppe Pozzati e Luca Cavalli. Non ultima, la società di calcio “Pro Candelo- Sandigliano”, che ha messo a loro disposizione campi e spogliatoi per tre giornate di allenamento. Allenamento entrato nel vivo, che si concluderà il 20, il giorno prima dell’atteso evento.
“I ragazzi si impegnano nel calcio come nella vita -commenta uno dei volontari -. Con lo stesso rigore con cui si sono dati delle regole di condotta, dal non fare l’elemosina al rispettare le regole vigenti in Italia. Certo, un po’ di preoccupazione ce l’hanno, sanno che incontreranno avversari forti al torneo”. Il Biellese e dintorni, in ogni caso, hanno dimostrato di credere nell’iniziativa: basti pensare che le maglie dei calciatori sono la vecchia divisa del Gattinara o che le scarpette usate sono state offerte oltre che da molti privati cittadini anche da Andrea Zanchetta di Gaglianico, allenatore delle giovanili della Juventus. Non resta, a questo punto, che tifare per loro, la squadra “biello-africana”.





