Pallacanestro Biella lascia la Serie A per la Lega Due. Dodici stagioni indimenticabili, ma la storia, che va avanti, è ricca di protagonisti che l'hanno costruita canestro dopo canestro, dalla B2 alla serie A. Questa è la nostra top ten.
MATTEO SORAGNA
Il capitano ha un prima e un dopo: c'era quando il professionismo è iniziato, era presente quando è finito. Lui ha partecipato alla ascesa e alla caduta. Nel mezzo si è costruito una carriera: capitano della nazionale, vincitore di titoli. Ma Biella è un po' più casa sua che altre parti. Gigante del basket, una pietra miliare per Biella, già nella hall of fame del club, con quella maglia numero sette ritirata e poi reindossata soltanto da lui.
ALESSANDRO MUZIO
Chi si è avvicinato al basket con il Lauretana Forum e non ha vissuto la cavalcata dalle minors e chi ha meno di 18 anni magari non se lo ricorda. Muzio è stato il play della Serie B, in coppia con l'amico bresciano Minessi. Il primo ragionatore di Pallacanestro Biella. La storia di serie A si deve anche a lui e ad altri come il biellese Mix Losavio per citare i principali.
NICOLA MINESSI
Un solo grande rammarico, per lui e per i tifosi: non essere riuscito a debuttare in Serie A se non a 38 anni suonati. Poteva restare da giovane, dopo aver contribuito alla salita dalla B2 alla A2, ma scelse altre strada. Da "vecio" gli è stato concesso di tornare e sulla salvezza dello scorso anno, da rookie, ha dato un buon contributo, specie nel finale. Bandiera del club.
JOSEPH BLAIR
A Biella è arrivato dai Globtrotter, sconosciuto ai più. Una delle prime grandi pescate del club. Ha giocato solo un anno, il 98/99, ma quelle 31 partite sono bastate per stringere un legame indelebile con pubblico e città. Ogni volta che è tornato, per tutti, è sempre stato "Ufo robot".
COOKIE BELCHER
Lo straniero con più presenze con l'allora Lauretana Biella: nessun Usa è stato così tanto sotto il mucrone. Ha giocato dal 2001 al 2005 (quattro stagioni) entrando di diritto nella hall of fame. Indelebile nella memoria dei tifosi. Rendimento però in calo col tempo.
THABO SEFOLOSHA Oggi uno dei migliori difensori della Nba, ma il volo lo ha spiccato da Biella: 3/4 di una stagione soltanto, ma indelebile, con gli osservatori che facevo la fila per vedere il giovane svizzero. Resta legato a Biella, specie con lo sponsor Angelico. Orgoglio biellese
STEPHEN BLACK Non un campione da copertina, nemmeno un giocatore da Sport Illustrated, però l'australiano, nei suoi due passaggi, nel 2004 e nel 2006, a Biella ha lasciato un ottimo ricordo tanto che qualcuno, all'accenno di problemi di playmaking, in curva mormorava: "Ci vorrebbe Black".
REECE GAINES
Ricordato anche, e soprattutto, per i suoi eccessi fuori dal campo, Gaines è stato forse l'esterno con maggior talento che Biella abbia messo sotto contratto. Doti che spesso sono state annacquate dall'alcool e dalle notti brave a Milano e dintorni. Comunque, un giocatore che in rossoblu resterà impresso. E lui ha sempre amato Biella. Oggi fa il coach e forse l'esperienza biellese è servita a indirizzarlo.
JOE SMITH
Non è il solo amore lasciato e poi ripreso. Joe Smith gioca tre stagioni a Biella, parla un ottimo italiano, è un leader in campo e fuori, lega con la tifoseria, che lo ama. Ma è vittima, sia al suo primo passaggio che nelle due stagioni seguenti, compresa la migliore di sempre di Biella con la semifinale scudetto nel 2009, della diatriba play o guardia? Joe si guadagna però di diritto un posto nella top ten di Newsbiella.
PIETRO ARADORI
Due stagioni, ma certamente il miglior giovane che abbia calcato il parquet del Forum. Con lui Biella gioca l'Eurocup e nel suo secondo anno diventa il 3° miglior realizzatore della Lega e si aggiudica il premio Reverberi come miglior giocatore del 2009.





