L'incontro fra il nuovo general manager di Pallacanestro Biella e il basket è storia antica e, in certa misura, fa parte del dna di Gabriele Fioretti da Casale Monferrato. "Ho una foto in cui avevo due anni e un pallone da basket in mano più grande di me" racconta. Il padre di Fioretti era un giocatore che ha calcato i parquet di serie C e D e di conseguenza i rudimenti del gioco erano ben chiari sin dall'infanzia. Ma per far sì che il gioco diventasse prima passione personale e quindi professione, deve passare molto tempo.
Gabriele Fioretti gioca a sua volta, ma si rende presto conto che sarebbe stato destinato, non supportato da un fisico adeguato, alle basse categorie. Così decide di restare nel mondo del basket in un modo che sa di poter fare altrettanto bene, se non meglio: quello del giornalista sportivo. Se oggi Fioretti è diventato il general manager di un'importante società italiana di pallacanestro, il sito Basketnet.it allora di proprietà di Mario Scotti, oggi talentuoso procuratore di giocatori, ha giocato la sua parte.
Fioretti, ci racconti i suoi esordi nel mondo del basket…
"Scrivevo di Casale che all'epoca partecipava al campionato di serie B2. Alla società serviva qualcuno che si occupasse dell'ufficio stampa e mi fu fatta la proposta. E' partito tutto da lì. Da addetto stampa a team manager, con l'avvento della Serie A, e quindi il passaggio a Biella".
Trasferimento nella massima serie che deve alla chiamata di Daniele Baiesi.
"Esattamente. Fu Baio a propormi l'incarico, che accettai al volo (sei stagioni fa, ndr). E' stato un processo di crescita costante, perchè appena arrivato dovetti comprendere bene i meccanismi, conoscere l'ambiente e le persone. Poi la vicinanza con Marco Atripladi, specie nell'ultimo anno, mi permette oggi di accettare serenamente il nuovo ruolo di giemme".
Quindi, in certa misura, era da un po' che all'interno della società Marco Atripaldi sapeva che se ne sarebbe andato. E lei di conseguenza era a conoscenza del nuovo incarico?
"Non è esattamente così. Marco in quest'ultima stagione mi ha coinvolto progressivamente di più nelle sue attività, ma non perchè sapesse già che sarei succeduto a lui. Le prime avvisaglie le ho avute nel mese di maggio, quando ci teneva che fossi sempre presente anch'io agli incontri, che non mi sfuggisse nulla. Quello che dico è testimoniato dal fatto che a febbraio, convinto che ci saremmo salvati e avrei fatto il team manager, ho prenotato le ferie per inizio luglio, per portare il bimbo al mare, in un periodo che di solito, da sempre, coincide con poco lavoro per il team manager, che deve essere pronto più in là".
Entriamo nel ruolo del giemme. Un ruolo non semplice, specie in una società che al momento formalizzerà l'iscrizione alla LegaDue con i soldi dei soci, senza ancora poter contare su uno sponsor importante e con molti fondi da trovare. In questo scenario, con poche possibilità di movimento, che Pallacanestro Biella si immagina?
"Bisognerà parlare con i nostri ragazzi e ottenere delle riconferme. Compresa quella di Soragna, con il quale ho già avuto qualche primo contatto o quella di Renzi. La cosa più importante sarà spiegare il progetto di Pallacanestro Biella, fare in modo che sia chiaro".
Un progetto che non le permetterà di scegliere a seconda delle sue idee però, visFito il budget a disposizione…
"Discorso che vale per me, ma per molti altri. Milano sceglie, le altre devono osservare attentamente il mercato e fare della valutazioni. Certo che se potessi scegliere direi Milos Teodosic come combo guard da mettere vicino a Laganà, ma non potrò permettermelo".
Fra l'altro, con la maggior parte dei giocatori lei ha un rapporto spesso consolatorio, comunque di supporto ed aiuto. Ora con gli stessi giocatori dovrà fare quello che seleziona, offre, valuta azioni e comportamenti. Non crede che sarà difficile adattarsi all'inizio?
"In realtà no. Con Soragna c'è un rapporto lungo e ci siamo detti che non è che improvvisamente dobbiamo cambiare atteggiamento. In certi casi alcune cose cambieranno. Sino ad oggi con Laganà lui mi chiamava zio e io cucciolo, ovviamente da domani saremo Marco e Gabriele, ma non vedo difficoltà in questo".
Si ripartirà, sembra di capire, dal settore giovanile di Pallacanestro Biella, dai giovani e da chi è rimasto fra gli italiani. Con Cancellieri non ci saranno nemmeno due parole?
"Con Cancellieri ha già parlato Marco, a me spetterà il compito di trovare il suo sostituto. Purtroppo, per quanto spiaccia, Cancellieri non è un'opzione praticabile. Non si può ripartire con lo slogan "facce nuove" e poi confermare l'allenatore della retrocessione".
In definitiva, che Pallacanestro Biella ci si dovrà aspettare nell'era Fioretti?
"Ho idea di come dovrà essere la squadra, ma chiaramente sarà necessario confrontarsi con l'allenatore. Certamente una cosa è chiara sin da subito: le squadre di Pallacanestro Biella che hanno fatto storicamente meglio sono quelle formate da un gruppo che è cresciuto con il trascorrere della stagione. Questo è un dato di fatto. Di conseguenza, i giocatori che inizieranno il 15 o 16 di agosto saranno gli stessi che arriveranno al 15 giugno successivo. Senza paure o timori se perderemo qualche partita all'inizio della stagione, cercando di guardare alla totalità della stagione".





