SPORT - 20 giugno 2013, 21:09

Ecco perché l'Acchito Shop invece di Pallacanestro Biella sponsorizzerà Torino

Tutta colpa di due brasiliane. Rolando si trincera dietro a un "Non ricordo" ma poi attacca "Ci sono persone naturalmente sessuate e altre asessuate"

Ecco perché l'Acchito Shop invece di Pallacanestro Biella sponsorizzerà Torino

A volte è solo una questione di sesso. E il confine tracciato dal sesso, fra ciò che si può fare ma che non si può dire, da che mondo è mondo resta diviso da un solco indelebile. Questa è una storia di ballerine e pallettes, curve e champagne, gioie e dolori. Ma anche di sponsor mancati, e quote sospese. Che oggi farebbero comodo. Ma questa sarebbe un'altra storia.

Dietro alle avvenenti grazie di due signorine brasiliane, complice qualche calice di troppo, sulle sponde del lago biellese, poco più di un anno fa Pallacanestro Biella ha rigettato l'ingresso di Ivo e Rolando, i due proprietari/uomini immagine dell’Acchito di Caluso, nello show del basket cittadino. Poco dopo se ne è andato anche il notaio Antonio Forni e da lì è stato un continuo inseguire budget sempre troppo lontani. 

"Ci sono persone naturalmente sessuate e altre asessuate" fa sapere, interpellato sulle ragioni della separazione avvenuta ancora prima del matrimonio, a distanza di un anno Rolando Costanza.

Galeotta fu una cena, anche se il re dell'Acchito Shop preferisce non rivangare. "Non ricordo" è la sua prima risposta ad ogni domanda che riporti alle ballerine e al perbenismo biellese. In realtà si diverte nel far notare che a Torino, dove è poi andato a sponsorizzare il basket, la sua stravaganza sia stata benaccetta. La prende da lontano: "Amo Biella, una bellissima città. Noi però saremmo venuti per trasformare quella che è solo una Provincia, una delle più piccole, in una Regione. Anzi, forse ora non sarà più nemmeno una Provincia". 

Ma quella cena, nella quale loro dovevano gettare le basi conoscitive per "trasformare", non è piaciuta. Mentre i giocatori si divertivano con la presenza delle ballerine, per le signore, mogli e fidanzate di soci e sponsor, l'avvenenza brasiliana si trasformava in volgarità. E la volgarità in scandalo indicibile.

Ricordiamo i fatti, spifferati nelle segrete stanze, ma sottovoce sino ad oggi: Ivo e Rolando, esagerati, disinibiti, istrionici e poco preoccupati di salvare le apparenze della moralità, accompagnati da due altrettanto disinibite brasiliane, partecipano alla cena dei saluti di Pallacanestro Biella, occasione di gala nell'agenda del club. I due imprenditori di Caluso, seguendo l'amico Forni, sono in predicato di entrare in società, acquistando delle quote e portando nuova linfa alle casse societarie (magari anche agevolando, assieme a qualche altro nuovo ingresso, a Forni il controllo del 51% della società). 

Ma le ballerine brasiliane bevono qualche bicchiere di troppo, e qualche grazia sfugge al controllo dei succinti vestiti. Un evento troppo pubblico per essere ignorato: un pretesto geniale per impacchettare "gli stranieri" che vorrebbero il controllo e rispedirli al mittente. Le signore adirate cacciano l'Acchito Shop. Ivo e Rolando si dispiacciono di "Biella che non ci vuole" anche durante una loro televendita, ma ormai il danno è fatto. "Sì, so che oggi Biella è retrocessa. Noi sponsorizziamo la Pms Torino. E ci piace così, perché siamo i primi in tutto, non gli ultimi che retrocedono" conclude Rolando. "Mi piace vincere, primeggiare in ogni cosa. Poi, mi permetta: noi viviamo in un piccolo paesino, dove il clima è più disteso. E va bene così".

Manlio Carta

SU