Biella si scopre più fragile. Sono 431 le Carte Dedicata a te assegnate al Comune di Biella per il biennio 2026-2027, undici in più rispetto alle 420 consegnate nel 2025. Un incremento contenuto, pari a circa il 2,6%, che riporta però l'attenzione sulle condizioni economiche delle famiglie e sul peso che la spesa alimentare continua ad avere sui bilanci domestici.
La misura, destinata ai nuclei familiari con un Isee non superiore a 15mila euro, rappresenta un sostegno per l'acquisto di generi alimentari di prima necessità. Il numero delle carte assegnate alla città passa dunque da 420 a 431. Un dato che, pur non essendo sufficiente da solo per misurare l'andamento della povertà sul territorio, offre uno spunto per osservare la fascia di popolazione che necessita di un aiuto per affrontare le spese quotidiane.
La Carta Dedicata a te interviene infatti su una delle voci di spesa inevitabili per qualsiasi famiglia: quella del cibo. Un contributo che assume particolare rilevanza per i nuclei con disponibilità economiche limitate, per i quali anche le spese ordinarie possono incidere in maniera significativa sul bilancio mensile.
L'elenco definitivo dei beneficiari è stato trasmesso dall'Inps a Poste Italiane. I numeri univoci delle carte sono stati resi disponibili il 30 ottobre e il Comune ha successivamente verificato le posizioni anagrafiche dei nuclei familiari e le eventuali incompatibilità con altre misure locali.
Per tutelare la privacy, l'elenco pubblicato sul sito istituzionale non riporta i nomi degli assegnatari, ma il numero di protocollo dell'attestazione Isee.
Il contributo può essere utilizzato per acquistare generi alimentari di prima necessità nei negozi aderenti al programma, che possono anche applicare sconti ai possessori della carta. Sono esclusi gli acquisti di bevande alcoliche.
L'aumento da 420 a 431 carte non consente, da solo, di parlare di un peggioramento della situazione economica dei biellesi. È però un indicatore da seguire nel tempo, soprattutto se messo in relazione con altri dati sul reddito, sull'occupazione e sulle difficoltà economiche delle famiglie. Dietro le undici carte in più c'è comunque un segnale che merita attenzione: cresce, seppure in misura limitata, la quota di sostegni alimentari assegnata alla città.