Il nostro viaggio nel tempo della nostra rubrica “Riascoltati per voi” compie il suo trentanovesimo giro di giostra e ci porta direttamente nel 2006. Ci siamo lasciati alle spalle la rabbia cieca e viscerale del Texas dei Pantera con l’album “The Great Southern Trendkill”, quest’oggi torniamo a casa, in Italia. Ma non per un momento di quiete: passiamo dalla furia incontrollabile ad un metal scuro, elegante, melodico e sorprendentemente internazionale. È il suono dei Lacuna Coil. Se oggi siamo abituati a vedere formazioni nostrane calcare i palchi dei più grandi festival mondiali, nel 2006 non era affatto scontato, anzi. Pubblicato nell'aprile di dieci anni fa, Karmacode rappresenta il momento esatto in cui la band milanese ha smesso di dover dimostrare di essere una valida realtà italiana, affermandosi definitivamente come una certezza nel panorama alternative e gothic metal globale.
Spinti dal travolgente successo del precedente “Comalies” del 2002 e forti dall'esperienza sul palco dell'Ozzfest americano nel 2004, la band capitanata da Andrea Ferro e Cristina Scabbia, entrarono in studio per alzare l'asticella. Registrato tra i Massive Arts di Milano e i Woodhouse Studios in Germania, “Karmacode” mette in mostra una produzione monolitica, moderna e competitiva ad altissimi livelli.
Le chitarre si fanno più pesanti e d'ispirazione tra il nu metal e l’alternative americana, ma senza mai soffocare l'anima gotica e la sensibilità melodica che da sempre costituiscono il marchio di fabbrica della band. Il vero motore dell'album rimane l'inconfondibile dualismo vocale tra la ruvida aggressività di Andrea Ferro e la grazia cristallina e potente di Cristina Scabbia, una combinazione a dir poco perfetta che in quest’album trova un incredibile equilibrio.
Brani come l’open track “Fragile” o la diretta “To the Edge” tracciano subito le coordinate del disco, ma è con l'iconica “Our Truth” (scelta anche per la colonna sonora del film Underworld: Evolution) che il gruppo firma il proprio capolavoro d'impatto e riconoscibilità. L'album sa anche rallentare per mostrare il suo lato più malinconico nella toccante “Within Me”, per poi regalare una delle rivisitazioni più coraggiose del rock moderno: la cover di “Enjoy the Silence” (la mia preferita di tutto il disco) dei Depeche Mode, trasformata e riletta in una chiave pesante e profonda che ne rispetta l'essenza senza cedere al semplice calco.
A mio modesto parere, “Karmacode” rimane la testimonianza di una band che ha saputo guardare oltre confine a testa alta.
I miei brani preferiti sono: “Fragile”, “To the Edge”, “Our Truth”, “Within Me” e “Enjoy the Silence”
Voto: 9
Tracce:
1) Fragile – 4:26
2) To the Edge – 3:21
3) Our Truth – 4:02
4) Within Me – 3:38
5) Devoted – 3:52
6) You Create – 1:32
7) What I See – 3:41
8) Fragments of Faith – 4:10
9) Closer – 3:01
10) In Visible Light – 3:59
11) The Game – 3:52
12) Without Fear – 3:59
13) Enjoy the Silence – 4:11
Durata: 45 minuti.
Formazione:
- Cristina Scabbia – voce
- Andrea Ferro – voce
- Marco Coti Zelati – basso
- Marco Emanuele Biazzi – chitarra
- Cristiano Migliore – chitarra
- Cristiano Mozzati – batteria
Dopo aver ascoltato le ultime note, ci congediamo da “Karmacode” dei Lacuna Coil, il disco che per questa settimana è stato la nostra macchina del tempo. Questo nostro viaggio non è mai statico; ogni riascolto svela una nuova strada, un nuovo dettaglio nascosto che merita di essere visitato. Fatemi sapere le vostre impressioni, i vostri ricordi e le vostre riflessioni.
Grazie per aver condiviso la rotta anche questa settimana, il prossimo vinile è già sul piatto. A presto!