Biella si colloca al 51° posto nella classifica nazionale di Ecosistema Urbano 2026, il rapporto di Legambiente e Ambiente Italia, realizzato con la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore, che analizza le performance ambientali di 106 città capoluogo italiane. Il punteggio complessivo del capoluogo laniero è del 57,60%, un risultato superiore alla media nazionale, che si attesta al 55,72%. Rispetto all'edizione 2025 però Biella perde 22 posizioni, passando dal 29° al 51° posto, mentre l'indice complessivo scende dal 62,51% al 57,60%. La variazione più marcata? la qualità dell'aria: per la presenza di ozono, Biella passa dal 36° al 79° posto, perdendo 43 posizioni. Anche il PM10 arretra, dal 4° al 14° posto, e il PM2,5 dal 17° al 21°. Punti in meno anche per la raccolta differenziata: la posizione passa dal 35° al 41° posto.
Tornando al rapporto del 2026, basato prevalentemente sui dati comunali relativi al 2025, sono presi in esame 20 indicatori suddivisi in sei aree: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. L’obiettivo è misurare quanto le città si avvicinino a determinati standard di sostenibilità, mettendo in evidenza sia i risultati raggiunti sia le criticità ancora presenti.
Con il 51° posto, Biella si trova nella parte centrale della graduatoria nazionale, poco prima di Terni, 52ª con il 56,23%, e davanti a diversi capoluoghi piemontesi. Torino è 64ª con il 51,74%, Novara 73ª con il 48,98%, Vercelli 77ª con il 48,23% e Alessandria 100ª con il 39,22%.
Per quanto riguarda la graduatoria nazionale 2026 in cima c’è Mantova, con un indice dell’81,29%, seguita da Trento al 76,53% e Bolzano al 75,47%. All’estremo opposto si trova Napoli, ultima con il 30,80%.
Tra gli indicatori più significativi per il capoluogo biellese emerge il dato relativo alla qualità dell’aria. Nella graduatoria dedicata alla concentrazione media di PM10, Biella raggiunge il 14° posto, un risultato che la colloca tra le città con le migliori posizioni per questo parametro. Il PM10 è costituito da particelle inquinanti presenti nell’aria, la cui concentrazione rappresenta uno degli elementi utilizzati per valutare la qualità dell’ambiente urbano e i potenziali rischi per la salute.
Il rapporto dedica una parte importante alla gestione dell’acqua, un tema che comprende sia l’efficienza delle reti di distribuzione sia i consumi idrici. Per quanto riguarda Biella, il capoluogo si colloca al 25° posto per dispersione della rete idrica e al 46° per consumi d’acqua. Nel dettaglio, la dispersione misura l’acqua che viene persa lungo la rete prima di raggiungere gli utenti, mentre i consumi permettono di valutare quanta risorsa viene utilizzata.
Per quanto riguarda la raccolta differenziata, Biella si colloca al 41° posto, mentre Mantova, città in testa alla graduatoria generale, è decima per questo indicatore.
Il dato più critico riguarda l'offerta di trasporto pubblico, misurata attraverso i chilometri percorsi annualmente dal complesso delle vetture in rapporto al numero di abitanti. In questo caso Biella si colloca al 101° posto su 106 capoluoghi, mentre Mantova è al 67°. Un risultato che evidenzia una posizione sfavorevole per questo indicatore, che misura l'offerta di servizio in relazione alla popolazione residente.
Per quanto riguarda le isole pedonali, Biella raggiunge invece il 15° posto. La città si colloca al 25° per la piantumazione di alberi ogni 100mila abitanti nelle aree di proprietà pubblica, mentre per il solare pubblico è al 15° posto.