ECONOMIA - 22 ottobre 2026, 11:48

Blocchi dell’autotrasporto, possibili effetti sul Biellese: "Pesa il rincaro dei carburanti"

Le parole di Federico Maio, presidente provinciale FIAP (Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali).

Blocchi dell’autotrasporto, possibili effetti sul Biellese: "Pesa il rincaro dei carburanti"

Nessuna particolare criticità sulle strade del Biellese, mentre i blocchi nel Sud Italia ostacolano la movimentazione delle merci e potrebbero rallentare gli approvvigionamenti ortofrutticoli.  Federico Maio,  presidente provinciale FIAP e AD Monteleone Trasporti, sollecita un confronto con il Governo sull’aumento dei costi dei carburanti e sulle misure necessarie a sostenere il trasporto e l’intera filiera produttiva.

Le proteste degli autotrasportatori preoccupano anche il Codacons, che segnala il rischio di carenze di beni essenziali, soprattutto alimentari, e di possibili speculazioni sui prezzi al dettaglio. L’associazione chiede al Governo di vigilare contro abusi e rincari ingiustificati a danno dei consumatori.

Maio distingue le condizioni della viabilità locale dalle difficoltà nei collegamenti nazionali: "Al momento la situazione nel Nord-Ovest, e quindi anche nella provincia di Biella, non presenta particolari criticità legate a presidi o blocchi dei mezzi lungo le principali arterie stradali. Diversa, invece, è la situazione dei collegamenti con il Sud Italia, dove le interruzioni stanno provocando pesanti ripercussioni sulla movimentazione delle merci, sia in direzione Nord-Sud sia in senso opposto".

Le possibili conseguenze riguardano soprattutto le forniture dalle regioni meridionali. "Gli effetti potrebbero farsi sentire in particolare nel settore ortofrutticolo, con rallentamenti negli approvvigionamenti dei prodotti provenienti dal Sud. Restano invece, per il momento, regolari i flussi di importazione dalla Spagna, dal Nord Africa e dal Nord Europa, poiché non risultano blocchi ai valichi di frontiera e al porto di Genova".

Sul piano generale, però, la valutazione rimane preoccupata: "Il quadro è tutt’altro che rassicurante. Come Federazione degli Autotrasportatori riteniamo indispensabile riaprire un confronto serio e concreto con il Governo, per individuare soluzioni capaci di dare stabilità non soltanto al settore del trasporto, ma all’intera filiera logistica e produttiva".

Il problema, sottolinea Maio, coinvolge tanto i trasportatori quanto le imprese committenti. "Non possiamo pensare che il costo della crisi petrolifera ricada esclusivamente sulle aziende di autotrasporto, né che venga semplicemente trasferito alla committenza, che a sua volta sta affrontando una situazione economica complessa. È necessario trovare un equilibrio che tuteli tutti gli attori della filiera, evitando che l’aumento dei costi comprometta la competitività delle nostre imprese e si ripercuota, inevitabilmente, sui prezzi finali dei prodotti".

Da qui la richiesta di provvedimenti su più fronti: "Servono misure strutturali e condivise, insieme a interventi temporanei per contenere l’impatto dell’aumento dei carburanti, meccanismi trasparenti di adeguamento delle tariffe, sostegni mirati alle imprese e un tavolo permanente di confronto tra Governo, autotrasportatori, committenza e rappresentanze della filiera. Solo attraverso un’assunzione di responsabilità comune sarà possibile garantire la continuità dei servizi, tutelare l’occupazione e preservare la competitività del sistema produttivo nazionale".

G. Ch.