ECONOMIA - 22 ottobre 2026, 10:40

BCE, nuova stretta sui tassi. Confartigianato Biella: "Imprese penalizzate"

Nuovo rialzo di 25 punti base dei tassi di riferimento: "Misura recessiva ed esecrabile, ma non sorprende: è in linea con il costrutto comunitario"

BCE, nuova stretta sui tassi. Confartigianato Biella: "Imprese penalizzate"

A giugno 2026 i prestiti bancari alle piccole imprese del Piemonte diminuiscono del 3,8% su base annua.

L’aumento dei prezzi dell’energia sta spingendo al rialzo l’inflazione, i tassi di interesse e le curve dei rendimenti. Per contrastare la pressione sui prezzi, la BCE ha deciso due rialzi dei tassi di riferimento, a giugno e a settembre, ciascuno di 25 punti base.

L’ultimo incremento aggiunge pressione sulle imprese, in particolare sulle micro e piccole aziende, che stanno già facendo i conti con una contrazione dei finanziamenti.

A giugno 2026 i prestiti bancari alle piccole imprese del Piemonte registrano un calo del 3,8% su base annua.

Tra le maggiori regioni, le riduzioni più contenute rispetto alla media si osservano in Lombardia (-1,5%), Sicilia (-2,6%), Campania (-3,0%), Lazio (-3,1%) e Puglia (-3,4%), mentre le flessioni più marcate riguardano Toscana (-6,1%) e Veneto (-4,9%). Tra le altre regioni, le diminuzioni più ampie si registrano in Valle d’Aosta (-9,1%), Marche (-6,6%) e Liguria (-5,7%).

«Il nuovo rialzo dei tassi BCE arriva in un momento particolarmente delicato per le nostre imprese», sottolinea Confartigianato. «Il nuovo ciclo di politica monetaria restrittiva rischia di determinare un ulteriore inasprimento del costo del credito alle imprese, che già ad agosto 2026 è pari al 3,85%, sostanzialmente stabile rispetto al 3,86% di luglio, ma in aumento di 36 punti base rispetto al precedente minimo del 3,49% di marzo 2026 e superiore di 222 punti base a quello di giugno 2022. Il dato sul credito ci dice che le PMI piemontesi stanno già subendo una contrazione dei finanziamenti. Questa misura è recessiva ed esecrabile, ma non sorprende: è perfettamente in linea col tenore del costrutto comunitario».

«Il credito continua a crescere per il sistema produttivo nel suo complesso, mentre si riduce per le piccole imprese, che rappresentano la componente più numerosa e diffusa del tessuto imprenditoriale italiano. Si delinea un effetto asimmetrico della restrizione monetaria, che penalizza maggiormente le micro e piccole imprese, alle prese con l’aumento del costo del credito e la riduzione dei prestiti. I nuovi rialzi dei tassi decisi dalla BCE rischiano di accentuare queste difficoltà, frenando gli investimenti proprio in una fase in cui è necessario accelerare i processi di innovazione per rafforzare la produttività e la competitività delle imprese».

Le differenze territoriali nell’andamento dei finanziamenti risultano particolarmente accentuate. In diciannove casi su ventuno, la dinamica dei prestiti alle piccole imprese è peggiore rispetto a quella registrata per il complesso delle aziende.

«Guardiamo, inoltre, con preoccupazione ai dati nazionali che certificano un rallentamento proprio sul fronte degli investimenti in macchinari: nel secondo trimestre del 2026 sono diminuiti del 2,3% rispetto al trimestre precedente e sono cresciuti solo dell’1,2% su base annua, in forte decelerazione rispetto al +6,4% del primo trimestre».

«È perfettamente inutile la retorica sull’innovazione, sulla produttività e sulla sostenibilità quando si alzano i tassi per chiudere i rubinetti del credito e fare tabula rasa di piccole e medie imprese. Occorre un cambio radicale di costrutto, a monte, mettendo fortemente in discussione un assetto comunitario che non fa che impoverire la società, mettere in difficoltà le imprese e vessare i cittadini».

C.S. Confartigianato Biella, G. Ch.