Ogni mattina, leggendo le pagine della cronaca locale, viene da chiedersi dove stiamo andando.
Tra borseggi, risse, aggressioni con tanto di pugni in faccia a chi difende una ragazza, ubriacature moleste, politici in affari con malavitosi, auto vandalizzate e agenti presi a calci, fino agli echi dei saccheggi di Milano che presto arriveranno da noi... viene quasi da chiedersi se l'hashtag che meglio rappresenta il nostro territorio non sia diventato #BiellaDisagio.
Direi che la misura è colma.
Mentre la politica locale e nazionale continua con il solito teatrino, la destra che soffia sul fuoco e la sinistra che arranca senza un progetto realistico, la verità è che nessuno ha il coraggio di affrontare la realtà.
Da residente in via Italia in Riva, a contatto quotidiano con queste situazioni, propongo una soluzione seria e senza ipocrisie da lanciare subito in una provincia tra le più depresse d'Europa, con popolazione poco istruita, basso tasso di natalità e microcriminalità in forte aumento: l'INTEGRAZIONE FORZATA TOTALE.
Intendo un programma a piani quinquennali per la coabitazione pacifica ma forzata, che unisca il rispetto delle regole e le idee libertarie. Non la pseudo-integrazione voluta dalla destra, quella del tipo "se sei straniero devi lavorare al nostro posto e poi, nel tempo libero, ti chiudi in casa a guardare la TV" oppure "non devi riprodurti perché poi ci riempi le scuole di bambini stranieri". Ma neanche il buonismo della sinistra "fa lo stesso se non lavori e obblighi la tua famiglia a vivere come nel Medioevo, benvenuto tra noi fratello, eccoti casa e sussidi".
Ecco le mie proposte concrete per applicare l'INTEGRAZIONE FORZATA TOTALE subito nel biellese, una provincia depressa, isolata, in calo demografico costante e con il prezzo al m2 tra i più bassi d'Italia.
Biella è già gemellata con Weihai, Tourcoing, Arequipa e Kiryu. Aggiungiamo due gemellaggi veri: Zenica, città simbolo dell'industria siderurgica pesante balcanica, e Hassi Messaoud, in Algeria. Ma basta con le cerimonie di facciata!
L'INTEGRAZIONE FORZATA TOTALE parte dai giovani: ogni minorenne biellese deve fare un mese obbligatorio di scambio: andrà a vivere in una famiglia di una delle sei città gemellate, mentre la sua famiglia ospiterà a Biella un coetaneo straniero. Così i figli di quelli usciti dal Bona, dall'Itis o da Geometri, gente che si credeva padrona del mondo ma già a Chivasso si sentiva all'estero, torneranno forti di un'esperienza internazionale e con meno pregiudizi, tipo che a Tourcoing si sopravvive anche senza bidet e che la Valle Cervo non è il centro del mondo.
L'integrazione riguarda ovviamente anche gli adulti. Per cominciare, vengono aboliti subito i sussidi di disoccupazione: nella RETE DELLA FRATELLANZA ci sono posti di lavoro in abbondanza. Chi è senza lavoro, che sia il maranza descolarizzato e disoccupato o l'ex tintore ormai dedito ai giro-bar, viene rapidamente spedito in Perù, Cina, Giappone, Bosnia, Francia o Algeria per corsi di formazione che sfociano in contratti di lavoro ricchi e pieni di benefit, offerti dal fondo del GRANDE GEMELLAGGIO DEI LAVORATORI.
Passiamo alla criminalità: per chi sgarra scatta la deportazione lavorativa. Chi vandalizza o aggredisce qualcuno viene spedito dritto a Weihai a costruire auto elettriche 7 giorni su 7, a ritmi cinesi. Il prete d'oratorio beccato a importunare minorenni finisce in una miniera in Bosnia, dove l'unico passatempo sono gli incontri di MMA: così impara qualcosa sul contatto fisico. Vale anche il contrario: l'imprenditore cinese corrotto viene spedito in Val di Lana a ristrutturare a sue spese una fabbrica tessile dismessa, mentre il boss peruviano in filatura rientra in contatto con quanto di buono arriva dal suo Paese.
Il vecchio ospedale abbandonato diventa finalmente la sede centrale dell'Ateneo dell'Integrazione Forzata. Qui si studiano nuovi metodi per far rispettare le regole a tutti, si formano gli insegnanti e si progetta come trasformare le vecchie fabbriche dismesse in campi di lavoro e riabilitazione per chi sgarra (vandali, evasori, bulli) gestiti direttamente dai laureandi. Da qui escono eccellenze in ambito economico, giuridico e industriale.
La rete della fratellanza organizza scambi in stile Erasmus nelle sedi aperte a Weihai, Hassi Messaoud, Zenica, Tourcoing, Arequipa e Kiryu. Per i neolaureati, stage ben remunerati ma OBBLIGATORI all'estero, almeno due anni in giro per il mondo prima di tornare in Valle Strona. Almeno si spera che non ripetano gli errori dei loro nonni e genitori che, più o meno consapevolmente, hanno portato il tessile alla crisi attuale.
A proposito di industriali, tolleranza zero anche per loro. Se commettono reati, non rispettano le norme di sicurezza o ambientali, oppure discriminano donne o minoranze, perdono la fabbrica, che diventa proprietà del fondo.
Vale anche per i pensionati notoriamente polemici, razzisti e ignoranti: telefoni, bar e parrucchiere sotto controllo. Attenzione a cosa si dice, scrive o pubblica. Chi sgarra paga.
Chiese, moschee e altri luoghi di culto monotematici vengono espropriati e trasformati in Centri Culturali Ecumenici.
Divieto assoluto di velo in tutti i luoghi pubblici e per la Festa della Donna, piega gratis in centro per tutte le donne, finanziata dal fondo e poi Notte Rosa fino a tardi, con riduzioni per le donne. Nel frattempo, i mariti tradizionalisti fanno i babysitter ai Giardini Zumaglini, trasformati in un immenso luna park dell'Integrazione Forzata.
Ogni anno il Biella Pride dura una settimana, con conferenze nelle scuole e nei Centri Culturali Ecumenici, dove l'imam e la suora servono da bere alla comunità trans e discutono poi di fede e tolleranza.
Dall'estero importiamo la Festa dei Vicini, con la TAVOLATONA obbligatoria per legge ai Giardini Zumaglini: il ragioniere della Sella porta il Gattinara e lo condivide con il vicino pakistano che prima dormiva sulla panchina e ora è il suo vicino di pianerottolo. Il primo maranza che rompe le scatole perché la cugina si toglie il velo o si imbosca con un latinos parte dritto per la Cina a estrarre terre rare. Stesso destino per il ragioniere della Sella che, sotto controllo delle telecamere, si lascia scappare il primo commento razzista: destinazione Zenica.
Nelle case popolari, l'assegnazione avviene per mix sociale e culturale obbligatorio, all'ingegnere algerino viene offerta una villetta a prezzo agevolato al Vandorno, posto per i figli nelle scuole esclusive e l'abbonamento VIP al palazzetto, purché dimostri di integrarsi. Se un elettricista di Candelo si trasferisce ad Arequipa, incassa il Bonus Integrazione.
Abolizione del carcere per certe pene, largo a trasferimenti lavorativi: il dentista evasore fiscale va a curare gratis gli anziani in Perù, lo spacciatore maranza va a pascolare pecore tutta la settimana e nel weekend serve grappa nella cantina sociale LGBT+ insieme all'idraulico omofobo di Trivero.
Per combattere la microcriminalità vengono organizzati eventi per i giovani ogni weekend, con navette gratuite da tutta la provincia.
Al santuario verranno organizzati festival di street art, hip hop e techno, con esibizioni di skate, roller e monopattini nel prato delle oche riconvertito, oltre a gare di downhill giù dalla Busancano. Per le infrastrutture, i nostri partner cinesi e giapponesi si occuperanno di rimettere in piedi le due funivie, compresa quella dell'anticima, la cestovia e il leggendario trenino.
I giovani fino a 25 anni e gli anziani viaggiano gratis su tutti i mezzi pubblici. I locali possono restare aperti nel weekend fino alle due di notte. Se qualche abitante si lamenta dei giovani che si divertono, viene trasferito nel deserto algerino: lì il silenzio regna sovrano.
I giovani devono studiare e lavorare durante la settimana, ma nel weekend devono divertirsi.
Diritto di rave in tutta la provincia, ma a condizioni chiare: vengono messe a disposizione fabbriche abbandonate, l'organizzazione deve fare capo a un'associazione che è responsabile, deve effettuare la richiesta e lasciare il luogo come l'ha trovato a parte eventuali opere di street-art. Chi non rispetta le regole (spaccio droghe pesanti, molestie, vandalismo) va ad ascoltare musica industriale nelle acciaierie di Zenica.
Droghe leggere depenalizzate, ma tolleranza zero alla guida. Se vuoi svagarti, prendi un taxi elettrico fornito dai partner di Weihai e scarichi la fattura dalle tasse. Se vieni beccato a guidare "sotto effetto", hai due alternative: o passi dieci anni senza neanche un monopattino elettrico, oppure vai sei mesi a guidare camion in miniera. Poi vediamo se ti viene voglia di accelerare sulla superstrada.
Basta piagnistei. O continuiamo a subire oppure applichiamo l'INTEGRAZIONE FORZATA TOTALE senza sconti per nessuno.
AL DIRETTORE - 22 ottobre 2026, 06:50
Biella, “integrazione forzata totale”: la provocazione di un lettore contro il disagio sociale
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