POLITICA - 15 ottobre 2026, 10:14

Verzella (Pd): “Cultura in Piemonte, non basta stanziare risorse: servono tempi certi"

Audizione del Comitato Emergenza Cultura in VI Commissione regionale. La consigliera dem, Vicepresidente della Commissione: "I ritardi nei pagamenti mettono a rischio la sopravvivenza delle realtà culturali, soprattutto quelle più piccole e periferiche".

Verzella (Pd): “Cultura in Piemonte, non basta stanziare risorse: servono tempi certi"

Tempi di erogazione dei contributi, difficoltà di accesso ai bandi regionali, strumenti di sostegno finanziario e necessità di garantire una distribuzione più equilibrata delle risorse sull'intero territorio piemontese. Sono questi i principali temi emersi nel corso dell'audizione del Comitato Emergenza Cultura Piemonte, presieduto da Alessandro Gaido, in VI Commissione del Consiglio regionale, alla quale ha partecipato la consigliera regionale del Partito Democratico Emanuela Verzella, vicepresidente della Commissione.

«La situazione rappresentata dal Comitato merita la massima attenzione – dichiara Verzella – perché mette in evidenza una contraddizione che non possiamo continuare a ignorare: la Regione riconosce il valore delle attività culturali, ma troppo spesso i meccanismi amministrativi e i tempi di finanziamento finiscono per penalizzare proprio chi quelle attività le organizza e le rende possibili. Un contributo concesso ma liquidato con mesi, talvolta anni, di ritardo rischia di trasformarsi da opportunità in un problema».

Il Comitato ha richiamato, tra le altre criticità, il mancato saldo di contributi relativi al 2025, con alcune realtà ancora in attesa di liquidazioni riferite addirittura al 2024, e le incertezze sulle procedure di finanziamento per il 2026.

«Non possiamo pretendere che associazioni, fondazioni e imprese culturali si sostituiscano sistematicamente alla Regione, anticipando risorse che spesso non possiedono. Questa situazione mette in difficoltà la programmazione, compromette la continuità delle attività e si ripercuote inevitabilmente anche sui lavoratori del settore. La certezza dei tempi di liquidazione deve diventare parte integrante delle politiche regionali di sostegno alla cultura, non un elemento secondario».

Un altro aspetto riguarda l'effettiva accessibilità dei finanziamenti regionali. Secondo Verzella, occorre intervenire per semplificare le procedure, rendere più chiari i criteri di assegnazione e garantire una programmazione dei bandi che consenta agli operatori di organizzare le proprie attività con sufficiente anticipo.

«Dobbiamo evitare che la complessità burocratica diventi un ulteriore criterio di selezione, capace di favorire le organizzazioni più strutturate a discapito delle realtà più piccole. Anche strumenti come Rafforza Cultura, pensati per facilitare l'accesso alla liquidità attraverso anticipazioni bancarie, rischiano di perdere efficacia se le procedure amministrative che ne consentono l'attivazione non vengono completate tempestivamente. Occorre quindi verificarne il funzionamento e individuare modalità realmente efficaci di accompagnamento e facilitazione».

La consigliera richiama inoltre la necessità di affrontare il tema delle differenze territoriali nell'accesso alle risorse, anche attraverso un'attenta lettura dei dati dell'Osservatorio culturale del Piemonte.

«È indispensabile capire come vengono distribuiti i finanziamenti regionali, quali territori riescono maggiormente a intercettarli e quali, invece, incontrano maggiori difficoltà. Non possiamo limitarci a valutare il numero dei progetti finanziati: dobbiamo considerare anche la distribuzione geografica delle risorse, le caratteristiche dei soggetti beneficiari e le opportunità effettivamente offerte alle comunità locali».

Una riflessione che, secondo Verzella, riguarda in modo particolare le province più piccole, le aree montane e i territori periferici.

«Penso anche al Biellese, dove associazioni, enti e operatori culturali svolgono un lavoro prezioso, spesso con risorse limitate e grazie a un forte impegno volontario. L'equità non significa necessariamente distribuire a tutti le stesse somme, ma garantire a tutti condizioni reali di accesso e opportunità di crescita, tenendo conto delle diverse caratteristiche e fragilità territoriali. La qualità di un progetto culturale non può dipendere dalla capacità finanziaria di chi lo propone o dalla sua vicinanza ai principali centri regionali».

«L'audizione – conclude Verzella – deve rappresentare un punto di partenza per un confronto concreto con la Giunta regionale. Servono un calendario attendibile dei bandi e delle liquidazioni, procedure più semplici, strumenti di anticipazione realmente funzionanti e un monitoraggio trasparente della distribuzione territoriale dei contributi. La cultura non è una voce accessoria del bilancio, ma un settore che produce lavoro, coesione sociale, formazione e sviluppo dei territori. Sostenerla significa anche mettere chi vi opera nelle condizioni di lavorare con dignità, continuità e prospettive certe».

Emanuela Verzella Consigliera Regionale del Partito Democratico, s.zo.