La tutela del patrimonio naturale passa anche attraverso una vigilanza sempre più efficace, capillare e attenta alle esigenze del territorio. In questa direzione si inserisce l’attività dell’Ente di Gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore, che ha posizionato fototrappole nei territori di propria competenza, affidandone la gestione direttamente ai propri guardiaparco.
I dispositivi costituiscono un importante supporto alle attività di vigilanza e consentono di affiancare ai controlli sul campo un’attività di monitoraggio da remoto, ampliando le possibilità di osservazione delle aree più sensibili e contribuendo all’individuazione di comportamenti non conformi alle disposizioni a tutela dell’ambiente.
I primi risultati sono già concreti. L’utilizzo delle fototrappole, integrato con il lavoro quotidiano dei guardiaparco, ha consentito di intensificare gli accertamenti sul territorio, con l’emissione di verbali e l’avvio delle procedure sanzionatorie nei casi previsti. Sono inoltre state attivate forme di collaborazione con le autorità competenti per approfondire le situazioni rilevate e assicurare gli interventi necessari.
L’attività non si limita alla semplice osservazione, ma si inserisce in un sistema di vigilanza che punta a rendere più efficaci la prevenzione, l’accertamento delle violazioni e il contrasto ai comportamenti che danneggiano gli ambienti naturali e compromettono la corretta fruizione delle aree protette.
Le dichiarazioni
Il presidente dell’Ente Alessandro Bellan sottolinea il valore strategico dell’iniziativa: «La tutela delle aree protette richiede un impegno costante e strumenti adeguati per affrontare le criticità che possono compromettere il patrimonio naturale. Rafforzare la vigilanza significa investire nella protezione concreta del territorio e dare un segnale chiaro: il rispetto dell’ambiente è una responsabilità collettiva, ma le violazioni devono essere contrastate con determinazione. Le fototrappole rappresentano un supporto importante a questo lavoro e confermano la volontà dell’Ente di coniugare innovazione, prevenzione e tutela della biodiversità».
La direttrice dell’Ente Monica Perroni, evidenzia l’importanza di un approccio integrato: «Abbiamo voluto rafforzare gli strumenti a disposizione dei nostri guardiaparco, valorizzandone le competenze e il presidio diretto del territorio. I primi risultati confermano l’utilità di questo approccio: sono già stati emessi verbali e avviate collaborazioni con le autorità competenti. La tutela ambientale richiede attenzione, costanza e, quando necessario, fermezza nei confronti di chi non rispetta le regole. Allo stesso tempo, riteniamo fondamentale coinvolgere i cittadini, valorizzando il loro contributo e facilitando la possibilità di segnalare situazioni che meritano attenzione. Per questo l’Ente sta predisponendo un numero unico dedicato alle segnalazioni ambientali, con l’obiettivo di rendere più semplice il contatto con i nostri servizi e rafforzare ulteriormente il presidio del territorio».
La responsabile del servizio di vigilanza Valeria Genovese, ufficiale di Polizia Giudiziaria, illustra gli aspetti operativi: «La gestione diretta delle fototrappole da parte dei nostri guardiaparco ci consente di integrare i controlli sul campo con il monitoraggio da remoto e di intensificare gli accertamenti nelle aree che richiedono maggiore attenzione. È importante che i cittadini sappiano che la vigilanza dell’Ente non si limita alla prevenzione e alla sorveglianza: nell’ambito delle rispettive attribuzioni, i nostri operatori svolgono anche attività di accertamento delle violazioni e, quando ne ricorrono i presupposti, attività di polizia giudiziaria».
Il presidio del territorio è coadiuvato dalle Guardie ecologiche volontarie (GEV), che affiancano le attività di vigilanza ambientale e, nei limiti delle competenze loro attribuite dalla normativa, possono accertare e contestare gli illeciti amministrativi, redigere i relativi verbali e svolgere gli adempimenti previsti per l’applicazione delle sanzioni. Un contributo importante arriva anche dalle Sentinelle della natura, che attraverso le segnalazioni di situazioni di criticità e di possibili illeciti ambientali favoriscono una maggiore attenzione diffusa sul territorio. La collaborazione tra guardiaparco, GEV e cittadini permette di ampliare la capacità di presidio e di indirizzare gli accertamenti verso le situazioni che richiedono verifiche.
In questa direzione si colloca anche la predisposizione di un numero unico per le segnalazioni ambientali, pensato per agevolare le comunicazioni dei cittadini e favorire una raccolta più efficace delle informazioni relative a situazioni di potenziale criticità, da sottoporre alle opportune verifiche. La tecnologia, la professionalità dei guardiaparco, il contributo delle GEV e la partecipazione attiva dei cittadini concorrono a rafforzare una strategia concreta di tutela ambientale: presidiare il territorio, prevenire gli illeciti e intervenire quando necessario.
L’Ente proseguirà nelle attività di controllo e monitoraggio, utilizzando gli strumenti disponibili nel rispetto della normativa vigente e delle proprie competenze, con l’obiettivo di garantire una protezione sempre più efficace della biodiversità e del patrimonio naturale affidato alla sua gestione.