ATTUALITÀ - 11 ottobre 2026, 09:25

Caccia in Piemonte, stop a fagiano di monte e coturnice: tutte le modifiche al calendario venatorio

La sospensione resta in vigore fino al 4 novembre. Già fermo il prelievo della pernice bianca, dimezzati i limiti per l’allodola. Riviste le disposizioni su colombaccio e cinghiale.

Caccia in Piemonte, stop a fagiano di monte e coturnice: tutte le modifiche al calendario venatorio

La caccia a fagiano di monte e coturnice è sospesa in Piemonte fino al 4 novembre 2026. La Regione ha comunicato lo stop in esecuzione del decreto n. 509 del 9 ottobre del Presidente del Tribunale amministrativo regionale, informando Comprensori alpini, aziende faunistico-venatorie, Province, Città metropolitana di Torino e associazioni venatorie.

Resta in vigore anche la precedente sospensione del prelievo della pernice bianca. Per tutte le altre specie, precisa la nota firmata dalla responsabile del Settore Conservazione e gestione fauna selvatica e acquicoltura, Alessandra Berto, l’attività può proseguire nel rispetto delle modalità previste dal calendario venatorio 2026/2027.

Il provvedimento interviene sulle disposizioni approvate dalla Giunta il 9 giugno scorso. Il calendario iniziale prevedeva per le tre specie alpine un periodo compreso tra il 1° ottobre e il 30 novembre, subordinando gli abbattimenti a piani numerici predisposti dai Comprensori e dai concessionari delle aziende faunistico-venatorie, con approvazione regionale.

Per la pernice bianca, l’eventuale ripresa nelle giornate residue di novembre dipenderà dall’esito dell’udienza di merito fissata per il 19 novembre 2026. Lo riportano le disposizioni della Regione richiamate dal Comprensorio alpino Torino 2: l’approvazione dei piani di prelievo non supera quindi la sospensione disposta dal TAR.

Sono stati ridotti anche i limiti per l’allodola. Con la deliberazione n. 3-3102 del 28 settembre, la Giunta ha adeguato il calendario all’ordinanza n. 412/2026 del tribunale amministrativo. Per ciascun cacciatore il massimo giornaliero passa da dieci a cinque capi; quello stagionale scende da cinquanta a venticinque.

Una modifica precedente aveva riguardato la preapertura al colombaccio. Il 31 agosto la Regione aveva limitato le giornate al 10, 12 e 14 settembre, subordinandole all’esito dell’udienza cautelare. Il successivo avviso del 10 settembre aveva confermato la possibilità di cacciare nelle tre date. La disposizione interessava gli Ambiti territoriali che avevano deliberato la preapertura e le aziende venatorie di pianura, esclusivamente da appostamento temporaneo.

La deliberazione del 31 agosto aveva aggiornato anche le regole sul cinghiale, recependo le novità introdotte dall’ordinanza del Commissario straordinario alla peste suina africana. La caccia in tutte le sue forme è stata autorizzata dal 1° settembre 2026 al 28 febbraio 2027 nei soli istituti venatori elencati nell’atto, i cui territori ricadono nella zona di riduzione della densità del cinghiale.

C.S., G. Ch.