ATTUALITÀ - 10 ottobre 2026, 06:50

A Biella biciclette da record: il doping è nel motore

A Biella biciclette da record: il doping è nel motore - Illustrazione di Giovanni Cavallo

Il ciclista, nonostante non stia pedalando, continua ad accelerare. Davanti a certe apparizioni sulle strade biellesi si potrebbe pensare a un talento sportivo ancora sconosciuto. Prima di convocarlo in nazionale, però, converrebbe convocare il mezzo sul banco di prova.

Nel Biellese è una scena piuttosto frequente: bici che procedono a velocità sostenuta mentre chi le conduce lascia riposare le gambe. La pedalata assistita, nelle interpretazioni più disinvolte, assiste soprattutto l’ozio. Si risparmia sul carburante e, già che ci siamo, anche sui polpacci.

Per distinguere una bici regolare da un mezzo modificato, però, occorre verificare le caratteristiche tecniche. Il campanello e i pedali potrebbero essere quelli di fabbrica, ma questi elementi non sono sufficienti a rivelarne le prestazioni... L’articolo 50 del Codice della strada prevede, per le comuni biciclette a pedalata assistita, una potenza nominale continua massima di 250 watt. L’assistenza elettrica deve ridursi progressivamente e interrompersi a 25 km/h, o prima se il ciclista smette di pedalare. È ammessa una funzione a pedali fermi fino a 6 km/h. La soglia dei 25 riguarda l’aiuto del motore: superarla con la forza delle gambe o in discesa non prova un’irregolarità. I mezzi che non rispettano i requisiti previsti sono invece considerati ciclomotori, con i relativi obblighi di circolazione.

A Parma hanno cominciato a misurare questi prodigi con il Dynostar, un banco di prova utilizzato dalla Polizia Locale per individuare le e-bike sbloccate. Secondo Repubblica, il primo pomeriggio di controlli ha prodotto 15 sanzioni in poche ore. Per i mezzi considerati ciclomotori, privi degli adempimenti necessari, le multe potrebbero arrivare a 15mila euro. A Bologna, si chiede di dotare gli agenti dello stesso strumento, per verificare i veicoli sulle strade, sulle piste ciclabili e nelle aree più frequentate.

Anche nel Biellese sarebbe utile verificare più spesso che cosa circola sotto il nome di bicicletta. Chi attraversa la strada e chi le vede sfrecciare non dovrebbero essere i primi a verificare, a proprie spese, quanto sia diventato potente il motore.

La rete di e-bike sharing, presente a Biella e in diversi Comuni del circondario, offre già un modo per spostarsi con meno fatica. Qualcuno cerca un servizio supplementare: eliminare lo sforzo, aumentare la velocità e lasciare gli obblighi a chi ha comprato un motorino dichiarandolo.

Se bastassero i pedali originali, converrebbe montarli anche sulle automobili. Due ai lati delle portiere, da mostrare al primo controllo.

Redazione, G. Ch.